Sotto una cupola stellata

Sotto una cupola stellata. Dialogo con Marco Santarelli su scienza ed etica
Papa Ratzinger accusa di vanità gli scienziati, rei secondo lui di volersi sostituire a Dio: scienziati - è vero - ma pur sempre uomini e donne fatti a Sua immagine e somiglianza che curiosi si impegnano per conoscere il mistero della vita e come figli cercano di imitare Dio, e se possibile fare meglio. La cupola stellata sopra le nostre teste, una volta celeste punteggiata da milioni di spilli d'argento, fin dagli albori del tempo ha appassionato, spaventato e fatto innamorare uomini di ogni luogo. Il sole che scalda e illumina, giustamente associato ad una divinità, la luna col suo crescere e diminuire che rischiara le notti, i pianeti e le loro orbite, per non parlare delle comete e delle eclissi straordinarie e spaventose. Assistiamo alla nascita della cosmologia come scienza basata sull'osservazione del cielo, scevra da pregiudizi e dogmi religiosi grazie a Edwin Hubble che negli anni Venti scoprì l'espansione dell'universo; conosciamo il Big Bang e prendiamo confidenza con la 'fuga delle galassie'. E ancora familiarizziamo con la materia e l'energia oscura, con le nubi di monossido di carbonio e addirittura con l'antimateria. Immaginiamo un 'multiuniverso' dovendo ammettere che con tutta probabilità resterà un'idea destinata a rimanere tale, a meno che non si passi dalla fisica alla metafisica...
Un viaggio straordinario quello che ci propone Margherita Hack in questa appassionante conversazione con il professor Marco Santarelli, esperto di fisica sociale e di reti intelligenti, un percorso di conoscenza mediante una delle forme più antiche di insegnamento, attraversando i grandi temi e i tanti interrogativi sull'universo passiamo dalla cosmologia alla scienza, dalla religione all'etica laica. Nelle tante risposte l'astrofisica fiorentina ribadisce la sua laicità, parla di interazione fra ricerca scientifica e società, di università e di quanta strada si debba ancora fare in un'Italia dove “sono sorte recentemente molte piccole università o sedi distaccate di maggiori università, spesso per soddisfare le ambizioni di qualche onorevole locale; si tratta di istituti che non hanno biblioteche e laboratori con professori pendolari che fanno - quando la fanno - la loro lezione e scappano via”. Da qui l'aumento della 'mortalità' studentesca con una percentuale di laureati inferiore al quaranta per cento degli iscritti. Chiudono il libro le domande su una Hack più privata, da studente di lettere a fisica per caso, passando per il matrimonio e la scelta di non avere figli.

 

 

 

 
 
 
 
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