Sottovoce

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Divorare il proprio pancake prima che la mamma dell’amica torni dalla cucina e far finta di non averlo ancora avuto per ottenerne un altro. Per poi ritrovarsi addosso gli sguardi degli altri bambini che non hanno avuto ancora il primo pancake e lo stanno aspettando… Ritrovare la propria macchina del caffè sporca e con un filtro mancante perché qualcuno dopo averla usata ha accidentalmente buttato il filtro e prendersene cura così attentamente, come se fosse una parte del proprio corpo, tanto da arrivare a piangere nel cercare di aggiustarla… Guardare le orme degli animali che vivono nei boschi e si nascondono lasciando le loro tracce e nello stesso momento pensare che potrebbero essere lì fuori ad osservare dentro, ma detestare lo stesso pensiero immaginandoli al buio, là fuori, invisibili… Entrare nella stanza della vicina per chiedere se ha visto un orecchino; trovarlo sul suo comodino e riprenderlo per poi mettere la coppia a cena, sotto gli occhi della stessa vicina che non sembra per nulla badare al fatto che qualcuno abbia frugato nella sua stanza…

Con un linguaggio pulito ed essenziale, spiccata sensibilità e, non di rado, con punte di ironia, Sarah Manguso raccoglie in questa opera brevi storie - 81 per l’esattezza, non più lunghe di mezza pagina al massimo! Episodi che rappresentano tanti frammenti piuttosto che un diario, tanti brevi attimi della vita di una donna, dall’infanzia all’età adulta, assemblati non per andare a comporre una cronologia, ma raccolti casualmente, senza una disposizione temporale. Ed ecco che il racconto del primo vero dispetto nei confronti di una compagna ai tempi dell’asilo si trova appena dopo quello di una cena in cui la dissertazione di un critico letterario sul processo editoriale domina la conversazione e immediatamente prima del racconto del tempo trascorso con un amico a guardare la squadra di baseball del cuore in TV. E così via. Storie di tutti i giorni, storie di piccole frustrazioni e di aspirazioni mancate, storie che per un motivo o per un altro rimangono alla memoria, lasciano il segno… in cui il lettore può ritrovarsi e ricordare i ricordi del proprio passato. La raccolta è uscita nel 2007 e costituisce l’opera prima della scrittrice e poetessa americana, ma in Italia appare solo quest’anno: la Manguso (1974) è autrice di altri libri, tra cui Il Salto. Elegia per un amico (2012) e Andanza: fine di un diario (2015) sempre pubblicati da NN. È stata inoltre vincitrice di premi quali il Rome Prize in letteratura dell’American Academy of Arts and Letters nel 2007 e il Guggenheim Fellowship della Fondazione John Simon Guggenheim Memorial Foundation nel 2012.



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