Sparire

Sparire
Autore: 
Genere: 
Editore: 
Articolo di: 

Ennio ed Elisa erano una coppia meravigliosa. Quantomeno, Ennio ne era certissimo. Alla loro vita non mancava niente, prima che lei decidesse di partire per il Giappone. Lei studiava Lingue, lui Lettere. Passavano ore sul divano della grande casa di lui, retaggio di una famiglia ricca e borghese, di quelle famiglie in cui il migliore amico di papà, Renzo, di cognome si chiama Piano e fa l’architetto. Papà avrebbe tanto voluto che andasse a lavorare con Renzo, o con quell’altro amico di famiglia dirigente alla RAI. Ennio però aveva progetti diversi, o meglio, nessun progetto. Di lavorare per mantenersi, o di pensare al futuro, non c’era bisogno. Suonava il basso di tanto in tanto, mentre Elisa acquistava guide turistiche per luoghi che non avrebbero mai visitato, al massimo gli alberghi e qualche locale di infimo prestigio sociale. Poi, dopo la partenza per Osaka, le inviava lunghe e-mail a cui lei rispondeva sintetica, senza dilungarsi in particolari su cosa facesse, e dove, e soprattutto con chi. Finché Elisa è scomparsa, cellulare staccato, nessun contatto con amici o parenti in Italia. A Ennio non resta che prendere la decisione più logica: partire, millantare un inesistente curriculum e farsi assumere alla Hoshi, la scuola di lingue telematica in cui Elisa lavorava e di cui, pare, non sia stata l’unica dipendente a sparire misteriosamente…

Sparire ha una caratteristica molto brutta e una molto bella. Partiamo dalla brutta: per tutto il tempo si è trascinati in attesa del “dove l’autore vuole andare a parare”, purtroppo però non si va a parare da nessuna parte. Proprio nessuna. Da qui il rovescio della medaglia: i personaggi sono a loro modo interessanti. Affrontiamo un capitolo dopo l’altro nella speranza che almeno uno di loro si evolva, cresca, anche di pochissimo. Ci hanno insegnato questo, che i personaggi di una storia cambiano, e alla fine non sono più gli stessi che avevamo conosciuto all’inizio. Tutti i personaggi di Sparire ‒ da Ennio fino a quelli che affiorano solo in una o due pagine ‒ restano invece sempre uguali a se stessi. Sono come quelle giornate in cui avremmo mille cose da fare ma non combiniamo niente, in cui ci ripromettiamo che da domani lotteremo per il nostro sogno nel cassetto ma poi non lo facciamo. Sono personaggi di fronte a cui chiedersi “anche io sono così?” e sperare che la risposta sia no. Il fatto che la trama sia inconcludente, per quanto fastidioso, è perfettamente coerente con la loro natura e con l’ambiente in cui si muovono. Un Giappone lontano dal mito di Memorie di una geisha o dei fiori di ciliegio, il Giappone del prima e dopo Fukushima (unico riferimento temporale della storia), che fa venire voglia – tanta! - di imparare a cucinare il ramen ma un po’ meno di andarci a vivere.



Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER