Spark

Leora non vuole più nascondersi dietro i segni dell’inchiostro, è venuta allo scoperto di fronte all’intera comunità di Saintstone e ora la sua doppia natura di marchiata e figlia di una intonsa è sotto gli occhi di tutti. Il sindaco Longsight ha sempre saputo la verità su di lei, l’ha ingannata e ora vuole usarla non come simbolo e ammonimento per il suo popolo, ma come arma contro i suoi stessi simili: Leora sarà una spia inviata presso gli Intonsi. È incamminandosi a piedi scalzi e col cuore pesante nel bosco che inizia il viaggio nella memoria di Leora verso Featherstone, lì dove il popolo a cui apparteneva sua madre – lo stesso da cui proviene il suo mentore Obel –, è costretto a vivere da reietto in un ambiente inospitale e infertile. Come la accoglieranno gli Intonsi, come una nemica o un’amica? Leora non smette di domandarselo, finché una miriade di occhi non si accendono in un unico bagliore puntato su di lei. Il viaggio termina qui, sul limitare del bosco in penombra al calare del sole, nel luogo in cui molti la stanno aspettando…

C’era una volta una regina giusta e magnanima dalla pelle ricamata d’ inchiostro. Il suo nome era Moriah, e c’era una volta sua sorella dalla pelle candida e dagli spaventosi poteri: si chiamava Belia. O forse no, la cattiva era Moriah e la buona sua sorella, storie che si confondono e due versioni che non coincidono, quella dei Marchiati di Longhsight e quella del popolo stremato dalla fame che chiamano Intonsi. Leora è più che mai presa tra due fuochi e rischia in questo secondo volume della saga di bruciarsi sul serio. Ogni moneta ha due facce e ogni storia ha almeno due possibili versioni, secondo chi la racconta, quando bianco e nero si confondono il mondo assume infinite grigie sfumature di verità, e così nel capitolo che precede la fine della trilogia Alice Broadway approfondisce la natura e le origini degli Intonsi, aprendo alcune pagine del passato di Leora. Una scrittura pulita e senza cancellature, a scorrimento leggero, piacevole a tratti ma senza destare troppo entusiasmo. Mancano un cattivo molto cattivo, un’eroina con un forte appeal e un cavaliere degno di questo nome che le venga in soccorso. Secondo volume in chiaroscuro, coerente con Ink che lo aveva preceduto, lineare ma senza squilli di tromba. Aspettiamo il gran finale.

 


 

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