Sporche femmine scioviniste

Sporche femmine scioviniste
È già da diversi anni che si intravedono i primi preoccupanti segnali: spogliarelliste seminude in tv, cerette brasiliane estreme, tanga mostrati in ufficio, volti devastati dal silicone e decine di ragazze e ragazzine “e ogni tanto anche qualche cinquantenne sciroccata, con jeans a vita bassa (tanto bassa da sdoganare quello che oggi è noto come solco-inter-chiappa) accostati a magliette così stiracchiate da dare una multipla panoramica su tette rifatte e piercing all'ombelico”. Che cosa è successo a quelle donne che davano fuoco ai reggiseni e facevano i picchetti davanti alla redazione di Playboy? Perché adesso le tette se le fanno riempire di silicone e mettono pure in bellavista il logo del coniglietto come se tutto ciò fosse simbolo di emancipazione? Riesumare tutti gli stereotipi sulla sessualità femminile, “tutti i cliché che il femminismo era finalmente riuscito ad abolire” come può essere un bene per le donne?...
Pubblicato per la prima volta nel 2005, il saggio della Levy – editor presso il New York Magazine e da anni impegnata a scrivere sull'uso di droghe in America e sulla cultura lesbica – risulta quanto mai attuale. Il taglio è divertente, più di una volta strappa un sorriso, ma fa amaramente riflettere sulla cultura Raunch – un po' sopra le righe, ostentatamente sexy – che ha trasformato, o meglio distorto, il messaggio femminista. Dai cartelloni pubblicitari emergono forme sinuose e spesso seminude accompagnate da frasi equivoche; le richieste annuali di ritocco al seno – Pamela Anderson docet – hanno avuto negli Stati Uniti un incremento del settecento per cento in pochi anni; nel mondo dell'editoria si è assistito ad una vera e propria invasione di libri “estremamente espliciti” da far arrossire persino il Kamasutra. Sono solo alcuni segnali che dimostrano come ormai la Raunch Culture è diventata parte integrante della nostra società. Ed è proprio in questo che il femminismo ha fallito: le donne non hanno usato capacità ed intelligenza per dimostrare che sono le differenze dall'uomo a renderle migliori, ma hanno invece finito per imitare gli uomini prendendone i difetti peggiori e plasmandosi secondo i loro desideri. Ed è con questo pericoloso messaggio che crescono le nuove teenager: novelle conigliette di Playboy – con l'approvazione orgogliosa di mamma e papà - ammiccano dai social in abiti sempre più succinti, convinte che nulla possa dare più gioia di un seno rifatto e del consenso dei propri follower.

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