Stabat mater

Stabat mater

XVIII secolo. Le notti dell’orfana sedicenne Cecilia - costretta a vivere tra le mura dell’Ospedale della Pietà di Venezia - si colorano di un’inquietudine nera e profonda nella quale, vittima dell’insonnia, trascorre il suo tempo stendendo lettere ricche di angoscia che hanno come destinatario una madre mai conosciuta. Sempre nell’oscurità di quelle sere una testa simile ad una medusa, con la sua folta chioma di capelli scuri, fa visita al capezzale di Cecilia, dando vita a dialoghi dai risvolti surreali e paradossali. Al di là di questo mondo tetro e immaginario, la realtà all’interno del collegio riesce ad apparire ancor più oscura e agghiacciante: una notte, attirata da rantoli e sospiri, Cecilia scende la rampa di scale che conduce alle latrine e lì intravede una donna impegnata a liberarsi il ventre da un escremento tanto simile ad un aborto. Solo le luci del giorno e le corde di un violino che sa imitare i canti di rondini e usignoli riusciranno a regalare serenità a Cecilia, sentimento che andrà sempre più amplificandosi con l’arrivo in collegio del nuovo sacerdote Antonio Vivaldi...

Stabat mater ha tutte le carte in regola per apparire un’opera estremamente nobile e particolare, sia nello stile che nelle tematiche, ragione che solitamente allontana e spaventa quella larga fetta di pubblico nota agli editori come “fascia del lettore medio”. Eppure Tiziano Scarpa è riuscito a strappare con questo romanzo i favori delle giurie del Premio Supermondello e dello Strega 2009 possiamo così augurarci che grazie a questi riconoscimenti sempre più lettori siano invogliati a confrontarsi con una tipologia letteraria non proprio di largo consumo. La scommessa di Einaudi - riportata dallo stesso Scarpa al momento della premiazione: «Alzo il bicchiere brindando a Giulio Einaudi. Mi piacerebbe che fosse qui perché ha creduto tanto nel mio primo libro» - sembra essersi realizzata pienamente e di questo non possiamo che congratularci con l’editore che - storicamente - ha sempre premiato la qualità dei suoi testi a discapito talvolta del successo. Con questo libro che narra la gioia per una ritrovata libertà della sua protagonista, possiamo solo augurarci che sancisca le medesima libertà del mercato editoriale italiano...



 

 

 
 
 
 

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