Stanotte guardiamo le stelle

Stanotte guardiamo le stelle

Cosa fa l’uomo quando all’improvviso perde tutto quello che ha fatto parte della sua vita? Cerca di crearsene un’altra, altrove. Ed è proprio questo, che vogliono fare Mohammed e Alì. Dopo aver perso i genitori e la loro casa a causa di un razzo, se ne vanno da Kabul, hanno come meta la pace e la tranquillità dell’Europa. Ma scappare da guerra e talebani non è cosa semplice, soprattutto per un ragazzo di diciassette anni e il suo fratellino di otto. Il viaggio che si preparano ad intraprendere è pericoloso e lungo. Mohammed pianifica con attenzione percorso e tappe per far correre meno pericoli possibili al fratellino. Il piccolo Alì, dopo l’iniziale incredulità di fronte alla morte, molto presto si rende conto che a Kabul non lascerà soltanto il suo passato ma anche l’amico di una vita, Ahmed, con il quale ha imparato che le marachelle vengono sempre punite e che, nonostante la povertà, non bisogna scendere a compromessi, nemmeno con la fame. Un viaggio, quello che si apprestano a compiere i due fratelli Ehsani, che nonostante tutti gli avvenimenti che si trovano a dover fronteggiare non fa dimenticare il colore delle unghie della madre e il piatto preferito del padre. L’Europa, stella lontana e luminosa, alle volte sembra un miraggio, più ci si avvicina e più sembra allontanarsi, soprattutto quando per Alì le forze e la speranza cedono il posto alla disperazione della solitudine. Ma il destino, alle volte, quello che toglie, può renderlo in altre forme…

Stanotte guardiamo le stelle è il monologo ininterrotto di Alì Ehsani, che parla al fratello Mohammed. La storia ci racconta di come i due abbiamo intrapreso e portato avanti un viaggio durato anni e che come meta ha avuto l’approdo in Italia. Quello di Alì, nonostante tutta la sofferenza patita, è un racconto a lieto fine perché la speranza non l’ha mai davvero abbandonato, la voglia di riscatto e di rivincita su un destino che sembrava segnato l’hanno portato ad avverare il sogno del fratello Mohammed, anche se da solo. Alì ha scritto questo libro grazie all’aiuto di Francesco Casolo che ha riscritto quello che il giovane afgano gli ha raccontato del viaggio intrapreso con il fratello quasi venti anni fa. Alì, in questo libro, però, non ci racconta solo la sua storia: le sue parole ci arrivano dritte al cuore perché ci fanno capire quanto siamo stati fortunati ad essere nati in un Paese reso libero dai nostri nonni, come Alì stesso ha detto in un’intervista. Il libro, per l’autore, è anche un ringraziamento verso tutte quelle persone che durante il viaggio gli sono state accanto e in un qualche modo hanno preso il posto della famiglia perduta.



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