Star trek – La pista delle stelle

La USS Enterprise è arrivata nei pressi di Regulus 8, un pianeta disabitato ma disseminato di rovine di una civiltà antichissima. Qui conduce i suoi scavi archeologici uno scienziato di nome Bob Bierce, da solo assieme alla moglie Nancy. Una delegazione dell’equipaggio dell’Enterprise fa visita ai due in conformità alla disposizione secondo cui il personale in esplorazione su mondi alieni deve sottoporsi a visita medica una volta l’anno. L’astronave si è trovata vicino a Regulus 8 nel periodo fissato per il controllo sanitario e quindi a visitare i coniugi Bierce è stato designato il medico di bordo, McCoy, che però ha un insolito “conflitto d’interessi”: Nancy infatti è stata una sua grande fiamma in gioventù prima di conoscere l’archeologo che è diventato suo marito. Sulla superficie del pianeta vengono teletrasportati McCoy, il comandante Kirk e un certo Darnell. Li accoglie Nancy, che li fa entrare in un tempio in rovina dove i due stanno lavorando. Darnell rimane fuori di guardia. Bierce si comporta in modo scostante, pare ansioso che l’Enterprise decolli e pare anche un po’ geloso di McCoy. Un urlo distrae tutti da queste schermaglie: Darnell giace morto fuori dal tempio, il volto coperto di strani puntolini rossi… Il diciassettenne Charlie Evans viene raccolto sul pianeta Thasus, dove ha vissuto da solo per ben quattordici anni, unico superstite al naufragio dell’astronave da ricerche dei suoi genitori. Viene raccolto dall’astropattuglia Antares e poi trasferito sull’Enterprise, che ha il compito di portarlo alla Colonia 5, dove verrà preso in custodia da educatori esperti. Charlie si rivela da subito un enigma per il comandante Kirk e il suo equipaggio: ha una capacità d’apprendimento mostruosa ma è del tutto incapace di gestire le sue emozioni e di comportarsi a modo, cosa del resto comprensibile visto che è cresciuto da solo. Ma è davvero così? Spock è sicuro del contrario: su Thasus non esiste vegetazione commestibile e le provviste stoccate sull’astronave naufragata non possono esser state sufficienti per tutti quegli anni, il ragazzo dunque mente. Quando l’Antares cerca di mettersi in contatto con il comandante Kirk per avvertirlo di un non meglio precisato pericolo imminente, Charlie dapprima cerca di evitare questa comunicazione in ogni modo, poi assiste compiaciuto alla misteriosa esplosione della piccola astronave. Possibile che il ragazzo abbia poteri sovrumani? E se è così, come evitare che scateni l’inferno sulla Enterprise?

Pubblicate originariamente tra 1967 e 1978 in dodici volumi e tradotte in Italia a partire dal 1978 per diversi editori e in diversi formati, vengono riproposte qui in un volume unico – lungo più di 1500 pagine – le novelization di tutti gli episodi della serie classica di Star Trek (ordinati cronologicamente nelle tre stagioni come da indicazione Paramount e da data di prima trasmissione negli Stati Uniti: abbiamo 29 episodi/racconti per la prima stagione, 26 per la seconda e 24 per la terza), firmate da James Blish, affiancato in parte dalla moglie Judith Ann Lawrence. Blish e la consorte lavorano a partire da sceneggiature firmate da autori di fantascienza di prim’ordine come George Clayton Johnson, Harlan Ellison, David Gerrold, Norman Spinrad, Jerome Bixby, Richard Matheson e Theodore Sturgeon, in una strana triangolazione letteratura>televisione>letteratura. L’approccio è spartano, verrebbe da dire da catena di montaggio se non fosse che in tal modo si finirebbe per dare un’immagine troppo negativa del prodotto finale, che invece nei suoi limiti oggettivi è dignitosissimo, gustoso anche se naturalmente illeggibile per chi non conosca i personaggi e l’ambientazione della serie, che qui vengono descritti sommariamente, in poche righe, contando sul fatto di avere di fronte lettori che sono anche e soprattutto fan della serie televisiva. Serie televisiva che – forse è inutile sottolinearlo – ha fatto storia nonostante alla sua uscita nel settembre 1966, incredibile ma vero, fosse passata quasi inosservata. Ambientata tra gli anni 2266 e 2269, in un futuro in cui il governo mondiale della Terra Unita dopo sanguinose guerre si è unito a gran parte delle civiltà della Via Lattea in una Federazione Unita dei Pianeti, la cosiddetta “serie classica” di Star Trek – molte altre ne sono seguite, ambientate in periodi storici diversi dello stesso universo – racconta, come si sa, le avventure della nave stellare federale USS Enterprise (NCC-1701) “nella sua missione quinquennale di esplorazione nel cosmo alla ricerca di nuove forme di vita e di nuove civiltà, per arrivare là dove nessun uomo è mai giunto prima”. Un tourbillon di alieni inquietanti, fenomeni spazio-temporali sorprendenti, pianeti ostili ma soprattutto l’epopea di un gruppo di uomini (Spock compreso) alle prese con i loro viaggi interiori, non meno tortuosi e pericolosi di quelli fatti a velocità di curvatura.



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