Stay - Un amore fuori dal tempo

Stay - Un amore fuori dal tempo
Anna sta correndo sulla pista di atletica della Northwestern University come tutti i giorni, quando vede un ragazzo sugli spalti. Lui la guarda e le sorride, come se si conoscessero. Ma quando Anna si avvicina, la sua espressione cambia e diventa improvvisamente triste. Alla curva successiva non c’è più, ma sulla neve fresca non ci sono impronte, come se si fosse volatilizzato nel nulla. È il 1995, Anna abita in una piccola cittadina dell’Illinois e tutta la sua vita è scandita dalla routine scuola – corsa - migliore amica Emma. Ma quando conosce Bennett Cooper la sua vita cambia per sempre. Bennett è lo stesso ragazzo che la guardava dagli spalti, ma allo stesso tempo non lo è. È misterioso e sembra conoscerla da sempre. E mentre i due giovani diventano inseparabili, un nuovo mistero prende forma. Anna scopre che Bennett può viaggiare nel tempo. Arriva dal 2012 e sta cercando sua sorella, persa durante uno dei loro “viaggi”. Bennett non potrà restare per sempre eppure il loro amore non può finire così…
Tamara Ireland Stone, giovane scrittrice californiana, debutta nel mondo dell’urban fantasy con un romanzo sui viaggi temporali. Questo esordio è stato riconosciuto a livello internazionale, grazie alla storia semplice e piacevole ed ai personaggi che creano immediata empatia. Ne sono una riprova la traduzione in sedici lingue e l’acquisto dei diritti cinematografici. Qualche dubbio però rimane e una certa perplessità impedisce al lettore di entrare appieno nella storia. Prima di tutto, la storia viene narrata da Anna, ma il protagonista del romanzo è indubbiamente Bennett, il time traveller perso negli anni ’90 alla ricerca della sorella, smarrita durante uno dei loro ultimi viaggi insieme. Questa scelta crea subito dei vuoti informativi che rendono difficile comprendere completamente la trama. E mentre ci si aspetta che le più grandi domande del romanzo trovino risposta, la Stone ci rimanda al prossimo ed ultimo romanzo della saga, lasciando il lettore confuso, forse un po’ curioso e (ancora) forse un po’ annoiato.

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