Stelle ossee

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Ultimi istanti prima dell’Apocalisse. Un innamorato, rimasto solo e barricato in casa, osserva l’ombra calcificata della sua amata sopra il letto sfatto. La donna se ne è andata, scomparendo in una notte nevosa. La terra sta per diventare una palla marrone e disabitata, mentre l’uomo ascolta il pianto di una donna poco distante. Ciò che gli rimane sono solo ricordi: di Nathalie, del loro bambino, del cane Tom… I due ragazzi bruciano le case per far uscire le anime che vivono dentro e che chiedono di essere lasciate libere. “Se bruciassimo le case infatti ne uscirebbero le anime, perché le case alla fin fine si impossessano dello spirito delle persone che ci vivono o ci hanno vissuto”. Così, dopo aver incendiato l’abitazione di Mr Jacob, il loro desiderio ora è quello di pregare e bruciare la dimora di Mrs Burleson, vedova del becchino Eugene e che si dice sia una santa… Il suo nome è Rufus Wright e da sette mesi vive sepolto dentro una bara, dove attende di morire e nella quale si è fatto rinchiudere dai suoi fratelli. Ha portato con sé solo uno specchio di cortesia, per rifletterci l’iride un secondo prima di morire e capire così se davvero il loro lavoro da becchini li condannerà all’Inferno, proprio come lui ha visto l’Inferno dentro agli occhi di suo padre morente… L’uomo guarda dalla finestra la sua auto quasi completamente sepolta dalla neve. Dentro c’è il cadavere di una donna. Per un po’ si è nutrito della sua ombra danzante alla luce di piccole fiamme che lui ha acceso accanto al corpo. Ma l’ombra dopo un po’ si è rinsecchita e non gli ha più dato nutrimento. Perciò ora attende, non sa bene nemmeno lui cosa, in compagnia dell’unica ombra che lo spaventa. La sua…

La notte, il buio, la neve, la morte, Dio e le ombre sono le costanti di questi diciassette racconti scritti da Orazio Labbate, già autore per Tunué e collaboratore di “Huffington Post” e “Il Mucchio Selvaggio”. Alcuni sono apparsi precedentemente su altre riviste come “Nazione Indiana”, “Nuovi Argomenti”, “Fuori Asse” o tradotti e pubblicati per le riviste le statunitensi “PEN/America” e “Guernica/Pen Flash series”. Sono tutte storie dalla prosa fortemente evocativa e dalle ambientazioni cupe e peculiari. Prosa che a volte quasi si trasforma in versi incastrati tra periodi più lunghi e distesi. In essi troviamo un mondo complesso, seppure omogeneo nella globalità dei racconti, legato fortemente a una terra nera e infernale ma che guarda al cielo, al cosmo e a Dio con invocazioni che spesso sono preghiere sporche o forse incantesimi. Gli elementi eterei come le ombre proiettate dalle persone sono reali e animate o possono diventare persino nutrimento. Vi scopriamo poi demoni legati non solo alla terra intesa come pianeta ma anche alla Sicilia, a Gela e Butera, a luoghi reali che si trasfigurano, stravolti da una sorta di visione onirica e persino dantesca. Non a caso, forse, i più intensi sono proprio i due racconti intitolati Il santino buio e La notte nella pianura, legati all’isola, alle radici e ai luoghi d’origine di Labbate. Altri racconti, invece, hanno ambientazioni smaccatamente americane che, seppur simili a quelle più nostrane e intime, tendono forse a spingere la storia un po’ troppo verso uno stile dark e gotico à la Edgar Allan Poe, con il rischio di trasformare i personaggi in figure “già viste” in letteratura.



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