Stiamo tutti bene

Stiamo tutti bene

All’inizio sono stati Giuda e Maria Vigliacca. Sono questi che Giulia, diciottenne e alle prese con la maturità, immagina saranno i nomi dei suoi indesiderati figli frutto del suo primo rapporto con un ragazzo più giovane di lei. Per fortuna, con i dovuti scongiuri, Giulia non è “in attesa” e la sua relazione naufraga molto velocemente. Passano anni, Giulia ha diverse storie. Eppure su un’isola spagnola, assieme a quello che è l’amore della sua vita, progetta seriamente di avere un figlio. Stavolta, però, la persona di cui è innamorata è… una donna: la bionda. Passano sette anni e il loro piccolo nanetto è ancora sull’isola spagnola. Giulia e la bionda passano anni a pensare ai pro e ai contro di mettere al mondo un figlio. Da essere cittadine di serie A, come coppia in Italia non hanno diritti e si sentono, a giusta ragione, retrocesse in serie C. Una sarebbe la mamma e l’altra una “filantropa” che provvede assieme alla mamma al sostentamento del piccolo. E la società? Gli altri come avrebbero preso la nascita del loro figlio? Giulia decide di “sondare” il territorio. Comincia dalla cerchia degli amici fino a passare a quella dei vicini di casa, dibatte sui forum, vuole sentire la “pancia” di questa Italia. E, a parte qualche fisiologico parere discordante e discriminatorio, ciò che raccoglie è una sequenza, che a lei pare quasi incredibile, di consensi. E così Giulia e la bionda cominciano il loro percorso per avere il loro figlio, per riportarlo a casa dall’isola spagnola su cui, sette anni prima, hanno preso la decisione di allargare la loro famiglia…

Giulia Gianni ha cominciato a scrivere un blog, che porta lo stesso nome del libro edito, quasi per gioco. Voleva raccontare la sua esperienza di famiglia assieme alla bionda e al piccolo nano. Dal blog si è passati all’edizione di un lungo e spassoso libro cartaceo grazie a Ivan Cotroneo che ne sta già girando una serie televisiva. Non lasciatevi spaventare dalla mole, sono oltre 500 pagine, Stiamo tutti bene è un romanzo scritto in maniera semplice e diretta, che si legge piacevolmente, ci commuove, ci fa ridere (e anche tanto) e racconta a tutti quella che è la vita di una famiglia sempre più comune nel nostro Paese (alleluja): quella omogenitoriale. Giulia e la bionda sono innamorate e stanno assieme da oltre sette anni. Il nano (è così che sempre chiamano il futuro nascituro) è nei loro progetti di vita. Inizialmente rimandano tutto perché pensano che la società non sia pronta. Poi… non siamo noi stessi la società e il cambiamento che vorremmo apportare? Giulia e la bionda cominciano l’ter per avere il loro bambino. E saranno supportati da tutti: dal meccanico (che lungi dal discriminarle si prodiga alla ricerca di una automobile più confortevole per loro) ai loro amici e parenti. Il nano sarà accolto da un mondo di persone che lo ameranno. Probabilmente sulla sua strada incontrerà delle difficoltà… ma… alzi la mano chi, anche essendo vissuto nella più “tradizionale” delle famiglie, non ne ha mai incontrate. Leggere Stiamo tutti bene fa bene (e scusate la banalità del gioco di parole) al cuore e alla mente: l’Italia, che lo si voglia o no, sta cambiando. Per fortuna. Non c’è da aver paura. L’amore è amore, sempre.



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