Stone Rider

Stone Rider

Tre centauri, fasciati completamente dalle loro tute di pelle nera, procedono in fila indiana sull’autostrada. Sono a caccia, assetati di sangue. Avanzano con accelerazioni improvvise a bordo dei loro portenti ad assetto ribassato. Wyatt, il più alto e magro dei tre, improvvisamente si ferma perché ha scorto giù a valle il loro obiettivo. Red, dal collo taurino e dalle spalle larghe, è incredulo ma inforca ugualmente il suo chopper rosso sangue in attesa del salto da compiere. Levi, il capo, preme perché facciano un lavoro pulito, a distanza ravvicinata, senza quindi colpi rischiosi alla distanza. Il gruppo insegue la Drifter del fuggiasco e la raggiungono presto, circondandola. I quattro sembrano conoscersi molto bene e un sentimento di vendetta invade l’aria circostante. Intanto a Blackwater, un avamposto desolato in mezzo al deserto, Adam Stone, un orfano, passa le sue giornate badando ai maiali del Vecchio Dagg. Sogna di lasciare tutto e andarsene lontano nel paradiso della lontana Sky-Base, possibilmente assieme all’affascinante Sadie Blood di cui è innamorato follemente. Il suo biglietto per scappare da questo triste scenario è incarnato solamente dalla vittoria nella Blackwater Trail, una gara all’ultimo sangue in cui è ammesso di tutto pur di sopravvivere. Assieme a Sadie e Kane decide quindi di rischiare la sua vita e di partecipare alla competizione, pur di coronare il suo sogno…

Stone Rider è in primo luogo un romanzo sulla voglia di libertà e sul senso di evasione dalla vita opprimente di tutti i giorni. Molti lettori si ritroveranno quindi nella voglia di riscatto del protagonista che farà di tutto per lasciarsi il suo triste passato alle spalle. In questo mondo distopico creato da David Hofmeyer questo senso di evasione è accentuato dalle scorribande in moto, altre vere protagoniste della storia. I bolidi descritti, infatti, non sono solo dei semplici mezzi di trasporto ma delle vere e proprie appendici dei personaggi. Lo stile è veloce e mozzafiato proprio come una corsa in moto e l’intreccio, date le tematiche trattate a cavallo tra distopia e fantascienza, risulta piacevole sia per gli adulti che per un pubblico più giovane. Ottima anche la caratterizzazione dei personaggi e la descrizione della crescita di Adam nel corso di tutto il romanzo. Il finale al cardiopalma lascia molti interrogativi ancora aperti e quindi presuppone un seguito molto presto. Certamente Hofmeyer ha dato vita a un universo urban fantasy molto convincente che, molto facilmente, potrebbe essere oggetto di trasposizioni tanto cinematografiche quanto videoludiche.



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