The Store

The Store

New York, 2020. La famiglia Brandeis – Megan e Jacob i genitori, Lindsay ed Alex i figli – abita a Manhattan. Dal punto di vista economico se la sono sempre cavata, pur con qualche stento: Jacob e Megan sono infatti entrambi giornalisti che, lavorando sodo e pubblicando molto, sono riusciti a mandare i figli in buone scuole e tenere un tenore di vita benestante. Tutto questo prima dell'arrivo di The Store: questo sito di ecommerce – inizialmente di libri, poi specializzatosi in “tutto” – ha fatto chiudere numerose case editrici: il self-publishing ormai la fa da padrone. A Megan e Jacob non resta allora che adattarsi alla modernità e inviare a questo colosso commerciale il loro manoscritto, Le origini del rap. Proprio mentre tutto sembra andare per il verso giusto, ecco che improvvisamente il sito gli comunica di non essere interessato alla pubblicazione del loro libro. I due genitori non ci stanno: pertanto decidono di mollare tutto e, d’accordo con i figli, di trasferirsi a New Burg, in Nebraska, dove lavoreranno in uno dei centri di raccolta e distribuzione di The Store. O meglio, questa è solamente una scusa per spiare da vicino l’azienda, raccogliere informazioni e scrivere un libro-inchiesta che ne sveli i segreti. Quello che non sanno è che a New Burg non ci sono segreti: trovano ad accoglierli infatti persone che conoscono perfettamente i loro nomi ed il loro passato, trovano la spesa fatta e già sistemata secondo i gusti di ciascuno e si accorgono, loro malgrado, che ci sono innumerevoli telecamere nascoste piazzate all’interno della loro nuova casa...

The Store non è di certo un’opera di fine realizzazione, diciamolo subito: i suoi riferimenti più che ovvi a 1984 non lo rendono un romanzo ricercato, anzi, evidenziano tutte le differenze che ci sono tra Orwell e Patterson, a partire dalle tematiche – quelle orwelliane sono incredibilmente più concrete di quelle dello scrittore americano. La satira sociale qui è talmente trasparente da sconfinare a tratti nella banalità, anche se il libro può fregiarsi – che io sappia, almeno – del titolo di primo romanzo che affronta il tema dell’impatto di Amazon (perché di questo si tratta, dai) sul panorama editoriale. New Burg però è solo una pallida copia di Seaheaven, l’isolotto in cui vive Truman Burbank (alias Jim Carrey), protagonista del memorabile film The Truman Show: tutta l’inquietudine che lo scrittore vuole evocare infine svanisce alla stessa velocità con la quale si esaurisce la storia. Unica nota positiva: gli spunti di riflessione sulla tecnologia e sul mercato online offerti. James Patterson è uno scrittore seriale, autore di centinaia di libri, molti dei quali scritti in collaborazione – come questo, che ha come co-autore Richard DiLallo ‒, nonché l’autore, secondo la autorevole rivista “Forbes”, con più ricavi economici del mondo. Inevitabilmente, con queste premesse, spulciando inoltre la sua fortunata bibliografia (tra cui svetta la fortunata serie di Alex Cross, che gli ha dato la fama), vedendo che i libri pubblicati sono anche più di uno all’anno, non possono mancare critiche e punti interrogativi sui suoi scritti: è davvero possibile mantenere un ritmo simile? È davvero lui la penna principale di tutti i libri che portano la sua firma? Forse no. Forse sì. Forse non importa poi molto.

 


 

 

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER