Storia dei freak

Storia dei freak
Il XIX secolo è stato un periodo di confronti e scontri culturali, scientifici e intellettuali. Ed è stato anche il secolo che ha visto la nascita, nel 1810, di Phineas Taylor Barnum, vero e proprio figlio della modernità, che seppe sfruttare appieno i progressi del suo tempo; uno dei primi a comprendere il mondo moderno e a capire come usarlo. Fu infatti il primo ad esibire, nell’American Museum di New York, strani personaggi come Zip il microcefalo, Josephina Clofullia – la donna barbuta svizzera, la gigantesca Anna Swan. Persone con caratteristiche fisiche particolari. Persone che possono apparire mostruose e vengono comunemente definite “freak”. E di freak nella storia dell’umanità ce ne sono stati molti, a partire dalla Grecia Antica e dalle omeriche sirene, che in realtà potrebbero nascondere un minimo di verità, visto che esiste una rara malformazione definita sirenomelia. E poi: il bambino con le mani di aragosta; donne barbute; uomini con la coda o con le corna; nani, giganti; giani bifronti e gemelli siamesi: mostri, freak, ma soprattutto persone, come ognuno di noi…
Nel 1932 usciva nelle sale “Freaks”, la controversa pellicola di Tod Browning i cui protagonisti erano cosiddetti ‘fenomeni da baraccone’: microcefali, nani acondroplasici, il re dei freak Johnny Eck e il principe Randian, il Bruco Umano, nato senza gambe né braccia. Un film che suscitò scalpore e provocò polemiche perché esponeva quello che l’umanità preferisce tener nascosto: l’estrema mostruosità fisica che il medico argentino e direttore dell’Instituto de la Visión di Buenos Aires Omar López Mato – appassionato di ricerca storica e in particolar modo di argomenti curiosi e d’impatto sull’opinione pubblica – affronta in Storia dei freak. La rassegna parte dalla figura di Phineas Taylor Barnum, il primo che riuscì a declinare la mostruosità umana nella forma dello spettacolo, e continua con il racconto della vita di “esseri straordinari e prodigi che spesso si sono guadagnati il pane esibendo le loro caratteristiche singolari e affascinanti”, individui che “come tutti noi, hanno partecipato alla divina lotteria e hanno perso”. Ma proprio questa sconfitta nei confronti della vita ˗ che ha prodotto una corposa letteratura che parte addirittura da Aristotele e arriva ai giorni nostri ˗ rimane ferma alla componente fisica perché, ci dice Omar López Mato, i mostri, i freak, hanno un’anima e il racconto delle loro vite, unito ad approfondimenti scientifici, apre una finestra su chi, rispetto a quello che si ritiene essere la normalità, ha solo una minuscola porzione di DNA modificato. Ma spesso, si sa, normalità e mostruosità convivono.

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER