Storia dei samurai

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Tradizionalmente si fa risalire la scomparsa dei samurai alla battaglia di Shiroyama del 24 settembre 1877, con la carica suicida a katana sguainata guidata da Saigō Takamori, con lui e i suoi uomini falciati uno dopo l’altro dal fuoco dei fucili di precisione dell’esercito giapponese, ormai occidentalizzato. Ma da dove parte la storia di questi guerrieri così valorosi e affascinanti da divenire una vera icona, anche estetica? I samurai erano una casta d’élite dell’esercito, legati da un vincolo di fedeltà assoluta ad un condottiero (non a caso la parola samurai deriva dal verbo “saburau”, servire). Il primo documento ufficiale che parla di loro risale al IX secolo, ma solo dal X secolo in poi lo status di samurai fu definito e regolato. Sempre più potenti, i samurai nel 1192 ottennero l’istituzione dello Shogun, un comandante militare che divenne ben presto il vero detentore del potere: come in Europa i cavalieri, i samurai diventavano così la figura centrale del feudalesimo del Sol Levante. Arriva poi il mitico Bushido, il codice filosofico e legale che regolamenta la “via del guerriero”, che per un testo del XVII secolo, lo Hagakure, altro non è che la via della morte: “Quando ti troverai al bivio delle vie e dovrai scegliere la strada, non esitare: scegli la via della morte. (…) Quando la tua determinazione di morire in qualunque momento avrà stabile dimora nel tuo animo, tu avrai raggiunto l’apice dell’ammaestramento”…

Nuova edizione – ampliata nei contenuti e migliorata nella grafica – dell’indispensabile saggio Il sole e il ciliegio, edito da Hobby & Work nel 2011 e ormai, del resto, esauritissimo. “In questa nuova edizione” – spiega lo stesso Francesco Dei, esperto di Storia militare, nella sua introduzione – “il lettore troverà capitoli e paragrafi su argomenti toccati solo fugacemente nella versione originale. (…) Il testo è stato migliorato, corrette alcune date e soprattutto arricchito di dettagli e curiosità, grazie ad un’incrementata bibliografia”. Fanno da corredo al testo le bellissime mappe di Emanuele Mastrangelo, già curatore della rivista “Storia in rete”, numerose illustrazioni e alcune foto in bianco e nero scattate dall’autore in Giappone. Storia dei samurai è uno sfoggio di erudizione impressionante, il racconto puntualissimo (ma ciononostante emozionante) della stagione della storia nipponica conosciuta come Sengoku jidai (periodo degli Stati combattenti), che si estese tra la fine del XV e l’inizio del XVII secolo, quando il Giappone era diviso in numerosi potentati – si calcola ce ne fossero circa 250 – retti da signori della guerra ( daimyō) in conflitto tra loro. Un periodo oscuro e sanguinoso, che però Dei ci restituisce pienamente nel suo corrusco fascino, insistendo soprattutto sulle figure quasi mitiche di Oda Nobunaga, Toyotomi Hideyoshi e Tokugawa Ieyasu. Centrali, come è immaginabile considerando la specializzazione dell’autore, sono le descrizioni minuziose delle varie battaglie, da quella di Okehazama (11-12 giugno 1560) a quella di Tennōji (4 giugno 1615). Se vi interessa l’argomento, libro ineludibile.



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