Storia della prostituzione

Storia della prostituzione

Non costituisce affatto un luogo comune l’affermazione che la prostituzione sia la professione più antica del mondo, dal momento che il fenomeno veniva già regolamentato nel celeberrimo codice di Hammurabi. Per non parlare poi della società egizia, nella quale tale attività era di solito demandata alle prigioniere di guerra come Rhodopis, che riuscì ad accumulare una ricchezza tale da permettersi il lusso di farsi costruire una piramide tutta per sé. Le prostitute erano tollerate anche presso l’antico popolo ebraico e godevano del diritto di potersi rimettere perfino al giudizio dei tribunali per difendersi da torti e soprusi. Gli antichi Greci, addirittura, usavano il termine prostituta per indicare la meretrice di più basso livello, mentre etèra era definita quella di alto bordo. I Romani, che erano notoriamente meno raffinati e più pragmatici, non facevano distinzioni. Ma usufruivano dei loro servigi, che ritenevano necessari – come affermarono perfino moralisti quali Catone e Cicerone – a rendere più longevi i matrimoni. Durante il Medioevo cristiano e musulmano la prostituzione continuò a proliferare, mentre in epoca rinascimentale le più meritevoli assunsero il ruolo privilegiato di cortigiane. Ma le sorprese maggiori si registrano tra le popolazioni indigene dell’Africa, tra i pellerossa e gli eschimesi…

Attraverso lo specchio della conoscenza, ogni cosa apparentemente semplice diventa complessa. Noi normali lettori di scarsa o nulla cultura storica, diciamo prostituzione e pensiamo a passeggiatrici notturne o a escort di lusso. Ma se incrociamo Vern Leroy Bullough e la sua corposa Storia della prostituzione, apparsa nel 1964, edita in Italia da Dall’Oglio nel 1967 e ora ristampata da Odoya, il fenomeno si trasforma in un tema assai più articolato e non privo di sorprendenti implicazioni culturali e sociali, di interessanti aneddoti storici. Bollough (1928 – 2006) è stato un sessuologo e storico della medicina americano di grande prestigio, che al rigore della disciplina scientifica ha sempre accostato un’eccellente passione per gli studi umanistici. Ed è stato forse per questo che un giorno si è chiesto: da quando e perché alcune donne esercitano questa controversa “professione”? Per avere una, se non la risposta, è bello abbandonarsi alla lettura di questa monumentale ricostruzione ricca di avvincenti sorprese. Un libro non più recentissimo e che ha la sola pecca di fermarsi agli anni Sessanta, che conquista il lettore per l’immensa mole di rivelazioni che porta in dote.



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