Storia di mio figlio

Storia di mio figlio

Fine anni ’80, Johannesburg. Il quindicenne Will, a due settimane dagli esami, decide di marinare la scuola e andare al cinema, in un quartiere riservato ai bianchi. Allo spettacolo delle cinque però – del tutto inaspettatamente – incontra suo padre Sonny. L’uomo sta uscendo da una delle sale insieme a una donna che non è sua madre. Senza sembrare particolarmente turbato, Sonny gli presenta Hannah Plowman, rappresentante di un’organizzazione internazionale. Bianca. I due si sono conosciuti quando Sonny, insegnante e attivista politico, è stato arrestato, tempo prima. La donna si occupava dei diritti degli imprigionati per motivi politici, quindi anche dei suoi. Da quell’incontro casuale al cinema tra padre e figlio nasce un tacito accordo, un segreto che entrambi nascondono per non far soffrire la moglie e madre Aila, una donna riservata, innamorata, ma non così ingenua come loro credono. L’amore di Sonny per Hannah è un dettaglio che non sfugge neanche a Baby, la figlia più piccola, che una sera a casa di un’amica si taglia le vene per la disperazione, per la delusione per l’imperfezione della famiglia che vorrebbe perfetta. Da quelle dinamiche nasce un intreccio di vite e di storie diverse, ma complementari: da un lato la vita regolare, familiare con Aila, dall’altra quella con Hannah nella quale Sonny trova i suoi stessi ideali e che è strettamente legata al raggiungimento della libertà, quella vera. Due amori diversi, ma dei quali l’uomo non riesce a fare a meno. Le vicende della vita però lo portano ad affrontare imprevisti che scrivono per lui un destino inatteso…

Storia di mio figlio è un libro forte, un romanzo che affronta temi difficili come quello dell’apartheid, la rigida politica di segregazione razziale istituita nel dopoguerra dal governo di etnia bianca del Sudafrica, e rimasta in vigore fino al 1993, contro la quale i protagonisti lottano duramente. In queste pagine l’autrice sudafricana Nadine Gordimer – Premio Nobel per la Letteratura nel 1991, vinto proprio subito dopo l’uscita di questo romanzo – narra in modo naturale ma diretto le atmosfere e le vicende di quegli anni duri, complicati. L’amore va a fondersi con i valori di una famiglia e con le tensioni sociali tra bianchi e neri di quegli anni, creando una storia appassionante e coinvolgente. Un romanzo che non può e non deve perdersi l’appassionato di vicende vere, dense di temi sociali, quelle in cui la Storia parla con voce talmente forte e diretta da riuscire a spiegarsi da sola, senza bisogno di troppi dettagli. Ecco forse perché l’autrice non “perde tempo” in spiegazioni futili e descrizioni, quasi persino penalizzando la caratterizzazione dei personaggi pur di lasciare la narrazione libera di scivolare fin dove lei vuole. Un romanzo che scorre impetuoso e travolge pubblico e privato, politico e personale come un fiume in piena.



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