Storia di un uomo che digeriva male

Storia di un uomo che digeriva male
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Mr Polly siede su una staccionata che separa due terreni. La gastrite lo infastidisce come al solito e chissà se è il pessimo pranzo preparato dalla moglie ad avergliela causata o il fatto di avere esagerato procurandosi un’indigestione. Il mal di pancia e la frustrazione lo tormentano. Che vita insignificante la sua. Ma la vita in generale non è di suo “bestiale”? Una passeggiata per godersi la primavera e rasserenare l’animo non è sufficiente, persino la luce del sole “è metallica”, e lui è “stufo di tutto” anche se Mrs Polly ritiene che i suoi siano solo capricci. Come ha fatto a cacciarsi in quel “buco” che è la sua esistenza? Ha avuto una bella infanzia, ma ha perso sua madre a sette anni e le pessime scuole in cui ha trascorso il tempo lo hanno trasformato, spegnendo in lui la curiosità e la fiducia in sé stesso. I libri, quelli sì che non lo hanno mai deluso, anzi. Ha sempre fantasticato di essere un eroe, un conquistatore, un cacciatore, calandosi nel mondo dei personaggi di cui si riempiva gli occhi. E oggi non è da meno, quando siede dietro al banco del suo negozietto in cui non entrano clienti trascorre il tempo con i libri in mano. Certo la vita è un’altra cosa. Le belle ragazze lo hanno sempre attratto, spingendolo persino a combattere la sua inclinazione a una scarsa igiene personale, ma ha finito per sposare una donna che detesta. Perché? Sembrava una situazione comoda sul momento, mica poteva prevedere il futuro. E gli amici? Nel periodo in cui ha lavorato al Bazar delle stoffe di Port Burdock ha conosciuto Platt e Persons, con loro sì che si è divertito da matti, bighellonavano e amoreggiavano con le fanciulle che incontravano. Quante risate! Poi Persons si è fatto licenziare e l’atmosfera deprimente si è impossessata delle sue giornate. Cosa possiede oggi? Un matrimonio odioso, un negozio che sfiora la bancarotta – mica è colpa sua, ci mancherebbe – e un’insoddisfazione che non gli si scolla di dosso. Mr Polly ha solo trentacinque anni e mezzo, è basso, tozzo, lineamenti gradevoli ma “le sopracciglia mostravano le tipiche increspature di un uomo assolutamente infelice” e quell’inadeguatezza del linguaggio che lo accompagna da sempre e lo caratterizza, dandogli un’aria impacciata ed eccentrica…

Mr Polly è un uomo medio, mediocre, incline all’autocommiserazione, alla recriminazione e ad anelare a una vita diversa, soddisfacente, una vita che non ha per il semplice fatto che non fa nulla di concreto per ottenerla. A parte rimuginarci sopra e piangersi addosso. La vita è orribile, le persone pure. L’autocritica una sconosciuta. Le circostanze, la sua indole, l’inadeguatezza ne hanno fatto l’uomo triste che è oggi. Come può ribaltare la situazione? Magari con la fuga o un incendio doloso per riscattare l’assicurazione, perché no, anche un suicidio sarebbe già un grosso miglioramento. Pubblicato per la prima volta nel 1910 il romanzo ha avuto subito un discreto successo e il titolo The history of Mr Polly è diventato per volere degli editori Treves quello ormai noto. Nel 1949 il romanzo diventa un film scritto dall’inglese Anthony Pelissier. Una penna brillante quella di H. G. Wells, “narratore di mondi”, reso famoso dalle sue opere di science fiction: La macchina del tempo, L’uomo invisibile, La guerra dei mondi, che in questo romanzo umoristico conferma tutta la sua abilità di narratore e la capacità di tratteggiare le debolezze dell’uomo comune che arranca nel crearsi una vita decente. A rivelarsi ugualmente spassosa è l’introduzione al libro scritta da Marco Rossari, che analizza il romanzo suddividendolo in quelli che definisce “32 piccoli poemi eroicomici”, tratteggiando un’analisi brillante del misero Mr Polly, dei suoi bruciori di stomaco e delle circostanze della sua esistenza. In fin dei conti Alfred Polly non ha grandi esigenze, gli basta una vita tranquilla, poco impegnativa, fatta di libri, nessuno che lo critichi e magari questa vita potrebbe passarla a guardare tramonti. Che riesca a soddisfare tali pretese? Non vi resta che leggere il romanzo e scoprire le incredibili peripezie a cui va incontro con eroica inerzia alternata a goffi slanci di virilità e orgoglio.



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