Storia ragionata della sartoria americana nel secondo dopoguerra

Il Sarto ha comprato una cinepresa, una Bell&Howell Zoomatic Director Series. Egli è nato a Kovel’, in Ucraina, nel 1905, ed è cresciuto in una famiglia di idee conservatrici. È di origini ebraiche, ma – si badi bene – questo particolare non ci serve a etichettare e discriminare, ma per comprendere l’effetto che quel lato di Brooklyn vitalissimo ebbe su di lui quando appena quindicenne ci arrivò. Spesso discute con George, un funzionario di polizia, per mettere a punto il suo gay radar. Entrambi sono convinti che i froci si nascondano ovunque, pronti a rovesciare l’America… Non ha senso chiedere “chi ha inventato le lenti a contatto?”: spesso si finisce con la solita risposta utile per molte invenzioni della nostra epoca, ovvero “è stato Leonardo”. Le lenti a contatto comprimono la cornea, la fanno tornare sferica, quando le si indossa permettono di avere benefici talmente evidenti che è quasi come essere due persone diverse… Ravaioli Maurizio, commesso viaggiatore, doveva per forza dirlo a tutti, ma aspettò la mattina seguente. Nell’attesa fece l’amore tre volte con la moglie Vanda, ma era in uno stato di euforia: avevo visto Tronchetti Provera, che aveva da poco divorziato da Letizia Rittatore Vonwiller ed era sposato con Cecilia Pirelli. Di lì a qualche anno si sarebbe innamorato di Afef Jinfen…

Amore e altre passioni (2005) e Lama e Trama 3 (2006), prima di mettersi in proprio ed esordire con la sua prima raccolta intitolata Acquaragia (2010). Di recente pubblicazione è L’otto orizzontale, ultimo suo lavoro di un anno precedente questa Storia ragionata della sartoria americana nel secondo dopoguerra e altre storie. Un titolo del genere, oltre che destare un minimo di superficiale curiosità perché degno di un film di Lina Wertmüller – almeno per ciò che riguarda la proverbiale lunghezza – può apparire subito dopo un tantino pretenzioso e forse eccessivamente roboante. Il titolo si riferisce al primo dei tre racconti lunghi – o romanzi brevi – raccolti in questo volume, ovvero al racconto il cui protagonista è un vecchio sarto che assomma in sé tutti i cliché mai concepiti sull’ebreo nella storia della letteratura. Poi però il racconto della sua vita, fra amori, relazioni familiari e tentativi di autorealizzazione nel solco del mito del self-made man, si fa piacevole ed è senz’altro scritto con una lingua curata. Gli altri due racconti si intitolano rispettivamente Storia ragionata delle lenti a contatto (suddiviso in sottocapitoli che introducono vari personaggi, da Golda Meir ad Aldo Fabrizi, da Dori Ghezzi a Frank Sinatra), dove il tema della vista e delle lenti risulta essere poco più di un pretesto che fa da contorno al racconto del protagonista, e Storia ragionata degli anni Ottanta. A parer nostro, se il primo racconto svetta sugli altri per qualità della prosa, non si può dire lo stesso degli altri, dove qualsiasi idea di unità della trama sembra frammentarsi nel tourbillon di suggestioni che i racconti mirano a creare.



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