Storie di primogeniti e figli unici

Storie di primogeniti e figli unici

Quando era piccolo, su indicazione della madre, doveva tenere suo fratello per mano: cosa buona e giusta, per carità! Un po’ più strano, però, era il fatto che la madre precisasse come lui, in quanto fratello maggiore, dovesse stare dal lato della strada dove, guarda caso, passavano le macchine… Ah, le caramelle Charms! Un tempo, prima che mettessero fuori legge i coloranti, studiava con Francesca, con quelle caramelle arcobaleno sulla scrivania e, di tanto in tanto, ne mangiavano una, scegliendone con cura il colore. Inevitabilmente arrivava il momento nel quale litigavano: l’ultima charms al lampone. Poi tutto si sbiadì, tutte uguali, tutte beige. Ma questo accadde dopo… Santino aveva otto anni quando, con la sua famiglia tornò dall’Africa. E il primo periodo, il piccolo, a ogni risveglio, credeva di sentire sua madre dire “Vai a prendere l’acqua dal pozzo”. Poi si ricordava di essere in Italia, si ricordava che tutto era diverso… Chi abita al Sud dimentica gli ombrelli. Quelli del Sud si sorprendono quando piove, non hanno dimestichezza con la pioggia. E anche lui, puntualmente, dimenticava gli ombrelli. Continuava a disseminare ombrelli per la città, nonostante sua madre gli ripetesse sempre di stare attento. Ma lui non poteva farci niente…

Nove sono i racconti che compongono questa esilarante raccolta che segnò nel 1996 la data dell’esordio narrativo di Francesco Piccolo. Nove piccole grandi storie, nove “debutti nella vita” come li definisce lo stesso autore, accomunati dal tema dell’essere figli unici o primogeniti, con le annesse sfortune e fortune del caso. Con il suo stile ironico, divertente e indubbiamente trascinante, l’autore ci apre le porte al mondo dell’infanzia e dell’adolescenza, prendendo spunto da eventi comuni, quotidiani che, senza mai cadere nella banalità, di fatto ci inducono talora a riflettere, talora a sorridere, talora a immergerci in episodi della nostra infanzia. Sì, perché è questo che fa Piccolo: scegliere e catturare piccoli dettagli, all’apparenza non rilevanti, e costruirci su delle belle storie, infarcendole con una buona dose di ilarità e che, alla fine, e inevitabilmente rimangono nel cuore. Nove storie che colpiscono e che regalano, seppur in misura diversa qualcosa: alcuni nostalgia, altri malinconia, altri risate. E, a fine lettura, si ha la sensazione di quanto, in fondo, sia bello ricordarsi delle colorate charms o riportare alla memoria compagni di classe che, magari, avevamo dimenticato, come gli ombrelli di uno dei racconti, o anche solo ricordarsi che siamo stati bambini., prima che tutto assumesse quel monotono colore beige.



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