Storie di sfigati che hanno spaccato il mondo

Storie di sfigati che hanno spaccato il mondo

Charles Bukowski, Hank per gli amici, tedesco di Andernach ma americano di adozione, dopo il congedo del padre dall’Esercito non si può certo dire che abbia avuto un’infanzia e un’adolescenza facili. Il padre è un uomo violento e non perde occasione per picchiarlo o denigrarlo, ma anche la madre... È detto Caravaggio, ma non perché Michelangelo Merisi sia nato in questo paesino della bergamasca. È certificato, infatti: è nato il 29 settembre del 1571 a Milano e con un padre, Fermo Merisi e una madre, Lucia, che richiamano alla mente qualcun altro, soprattutto per dover scappare via da Milano a causa di un’epidemia di peste. Michelangelo viene mandato a bottega da Simone Peterzano, allievo del Tiziano, subito dopo la morte del padre, del nonno e dello zio proprio a causa della peste... Anton Čechov, se ci fosse una ipotetica classifica della sfiga, probabilmente sarebbe posizionato nei primissimi posti. È nato a Taganrog, città portuale russa, in un ambiente familiare particolarmente violento nel quale spesso con i suoi cinque fratelli è costretto a subire angherie di ogni sorta. Quando Nikolaj e Aleksandr, due suoi fratelli, stanchi di quella vita, vanno a studiare a Mosca, la drogheria di famiglia fallisce, la madre vende casa e mobili e con la parte restante dei figli e il marito è costretta a raggiungere gli altri due a Mosca... Lo conosciamo come Charlot, immortale personaggio cinematografico inventato e interpretato da un ricco attore e regista americano, ma forse non sappiamo che Charles Spencer Chaplin ha in realtà origini molto modeste e decisamente povere, essendo nato sopra un carro di zingari a Birmingham da una piccola star del music hall che poi perderà la ragione e da un guitto alcolizzato che alla sua nascita prende, parte e se ne va in America. Per una tournée, dice...

Sfigati che hanno spaccato il mondo... Beh, di solito si ha un altro concetto degli sfigati, soprattutto l’idea che non siano proprio in grado di combinare nulla nella propria vita, a differenza di coloro che vengono raccontati in questo volume. Abbastanza sorprendente e probabilmente senza troppa rilevanza l’accostamento con la realtà attuale, con la tecnologia, con i personaggi, con il nostro quotidiano fatto superficialmente di tv, smartphone e pettegolezzi sui social (e del resto gli autori sono i curatori della pagina Facebook Se i social network fossero sempre esistiti). Questi inserimenti a volte sono divertenti, a volte irriverenti, ma di certo non aggiungono nulla a una serie di biografie conosciute, ma qui trattate con estrema velocità. L’unica che, probabilmente, fa battere il cuore ma per tutt’altri motivi è quella di Charlie Chaplin. Al di là degli accostamenti con il Cavaliere di Arcore e con il suo “bunga-bunga” per le intemperanze sessuali dell’autore e interprete di Charlot, le immagini flash dei suoi film più rappresentativi ci arrivano diritte al cuore, sollecitando ricordi di grande profondità e tenerezza per quelle pellicole che rappresentano la storia del cinema e che non sono mai state raggiunte, pur se mute e in bianco e nero, in termini di intensità. Insomma questi “sfigati”, in realtà di “sfigato” hanno veramente poco: certo alcuni eventi contrari, sofferenze infantili e/o adolescenziali, ma di sicuro elementi che contribuiscono alla creazione del mito. Possono aver avuto problemi di... ordinaria follia davanti alle varie vicissitudini, ma sfigati proprio no, a cominciare da Oscar Wilde, liquidato con un a dir poco ingeneroso “Scrittore irlandese fissato con la moda, dilapida una fortuna in borse di Prada, finché non viene arrestato per un risvoltino di troppo ai pantaloni”.



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