Strafalciopoli

Strafalciopoli
“Prima neve sul Pisello”; “Fabbrica di fiammiferi, l'interesse si spegne”; “Lucciola mordi e fuggi”; “Eccessiva penetrazione dei transex, la polizia controlla le dimensioni del fenomeno”; “Muratore vola cadendo giù dal ponteggio”; “Bambino salvato da un rigurgito di latte”; “Godo, due colpi e via”; “Grave episodio di razzismo nella frazione di Cretarola, un cane gli azzanna i testicoli”; “I pioppi segati saranno risarciti”; “Ipnotizza e ruba l'incasso”; “Donna bruciata: è stato un cero”... Non sono barzellette ma titoli realmente apparsi su giornali, frutto di distrazione o – qualche volta – di vere e proprie lacune dei cronisti. Il Pisello su cui cade la neve del primo titolo non è, per esempio, nient'altro che il monte Piselli, ai confini fra Marche e Abruzzo; o la “Lucciola mordi e fuggi” è solo un modo per sintetizzare l'episodio di una prostituta trovata dalla polizia a praticare ad un cliente sesso orale in pieno centro storico; o ancora, il Godo di “due colpi e via” è un Comune di Ravenna, dove la locale squadra di baseball ha stracciato l'avversaria squadra del Cesena per due a zero…
Queste e tante altre storie sono il contenuto di Strafalciopoli, dove la cronaca si fa comica, una divertente raccolta – articolata in categorie (cronaca nera, economia, critica musicale e così via) – di strafalcioni giornalistici accuratamente collezionati da Gianluigi Gasparri, caporedattore del “Resto del Carlino”. Un modo, neanche tanto velato, per dimostrare che non è vero che un giornalista non deve saper scrivere ma che, dopo la ricerca della notizia e la verifica delle fonti, la differenza tra un buon e cattivo pezzo la fa ancora una scrittura chiara e diretta. La dimostrazione, paradossalmente, la fornisce lo stesso Gasparri confezionando questo piccolo volume scritto con uno humour inglese e una scrittura fatta di periodi brevi e concisi che ha, come unica pecca, il difetto di essere un po' ripetitivo. Evviva il giornalismo di chi sa scrivere dunque, anche se – leggendo le pagine di questo libro –  viene da pensare: “Meno male che c'è ancora qualche giornalista che non sa scrivere, almeno si ride!”.

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