Strane creature

Strane creature
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Primi dell'Ottocento. Le tre sorelle Philpot – Margaret, Louise e Elizabeth – si trasferiscono a Lyme Regis, una piccola cittadina sulle coste del Dorset. Vengono da Londra, dove hanno lasciato la casa di famiglia al fratello John da poco sposato e dove non avrebbero potuto permettersi di mantenere un altro appartamento. Solo la sorella maggiore Frances ha trovato marito, e mentre la diciottenne Margaret ha buone speranze di trovare un buon partito a Lyme Regis, per la spilungona e incontentabile Louise – appassionata di Botanica – e per l'idealista e severa Elizabeth – fanatica autodidatta in Scienze naturali - le speranze di metter su famiglia sono ormai svanite. L'ambiente culturale di provincia inoltre vede molto poco di buon occhio delle donne che si interessino a qualcosa di diverso da vestiti e pettinature, e quindi anche l'avvenente Margaret trova difficoltà inattese a essere corteggiata. Intanto Elizabeth fa amicizia con Mary, una strana ragazzina figlia di un ebanista che da neonata è sopravvissuta per miracolo a un fulmine e ora è diventata una vera autorità nella raccolta dei fossili ai piedi della scogliera. I fossili, che Elizabeth impara a cercare - e ad amare, sono oggetti di collezionismo da parte di molti, ma nessuno fino a quel momento si è soffermato a pensare davvero a cosa siano. L'evoluzionismo è ancora di là da venire, e tutti sono convinti che le specie animali siano le stesse sin dalla Creazione, senza possibilità di estinzione e cambiamento. Quando Mary ed Elizabeth scoprono lo scheletro di uno stranissimo 'coccodrillo' con le pinne al posto delle zampe però quella spiaggia remota del Dorsetshire diventa il centro di un dibattito scientifico che minaccia di cambiare la storia...

Fondere il fascino del romanzo vittoriano in costume con l'impeto ideale del tema delle rivendicazioni femminili sullo sfondo della lotta contro il creazionismo e per l'affermazione del metodo scientifico: ecco l'ambiziosa ma riuscitissima sfida che Tracy Chevalier lancia con il suo ultimo libro. Molti dei personaggi che incontrerete in queste pagine sono realmente esistiti, a partire da quella Mary Anning considerata la madre della Paleontologia che scoprì tra lo scherno dei suoi concittadini alcuni dei fossili più belli tra quelli oggi esposti al Natural History Museum di Londra e pose le basi per la rivoluzione scientifica e filosofica di Charles Lyell e Charles Darwin. Ma la magia di Strane creature non deriva da questo, bensì dalla capacità dell'autrice di rendere vivo, elettrico ed emozionante il rapporto tra le due protagoniste (le vere strane creature del titolo - più di ittiosauri e ammoniti), due figure apparentemente così diverse – una zitella benestante solitaria e ferita dalla vita e una ragazzina poverissima macilenta e sanguigna – eppure così simili nella loro ostinata distanza dal modello femminile del loro tempo. Jane Austen a caccia di dinosauri.



 

 

 

 
 
 
 

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