Su MySpace sembravi più carino

Su MySpace sembravi più carino
Sara si trova costretta a seguire la madre dalle Marche a Milano nel bel mezzo del suo ultimo anno di liceo. L’idea non le piace per niente, ma non ha altra scelta: cosa può fare dopo che suo padre ha lasciato lei e sua mamma per una ventenne e la madre pur di scappare dal paese dove “tutti san tutto di tutti” ha ottenuto una promozione e un trasferimento? Niente, può solo adattarsi. Milano però è tutta un’altra storia e un’altra vita: una scuola con professori che la mettono sotto torchio; dei compagni che la snobbano per il suo accento e per il suo look da montanara; una migliore amica, Viviana, che è sparita nel nulla dopo la sua partenza e nuovi amici che stentano ad arrivare. Solo Matteo, un amico d’infanzia, la aiuterà a colmare questa solitudine dandole un suggerimento che le permetterà di cambiare: aprirsi uno Space. E così Sara nella sua vita virtuale è per tutti EmoTrilly e nel blog riversa i suoi umori; le sue storie quotidiane fatte di amicizie che man mano si allargano, fino a frala diventare “amica” del trio più chic di tutta la scuola, che le permetterà di entrare gratis nei locali più costosi di Milano e la obbligherà a rifarsi armadio, trucco e capelli. Diverrà anche una delle ragazze più corteggiate di tutta la compagnia, a tal punto da non capire più quando si feriscono i sentimenti di una persona, se non appena persa. Ma soprattutto Sara mette nel blog le sue poesie che, proprio quando tutto sembra nero e senza via d’uscita, non passano inosservate…
La moda dei blog che si trasformano in libri ci regala un romanzo in cui l’autrice – una diciannovenne baciata dalla dea bendata e dai talent scout Mondadori - racconta la sua vita partendo dal cambiamento più grande, ovvero il trasferimento da una città di provincia ad una grande città, vero e proprio leitmotiv di tutto il libro: la differenza nello stile di vita, nella mentalità, nel look, nei valori è abnorme e a restare coinvolta in questo processo non c'è solo la protagonista, ma tutti i personaggi che la circondano. Significativa, da questo punto di vista, una frase che EmoTrilly usa nella sua pagina su MySpace (http://www.myspace.com/emotrilly): “Qui sono sempre la ragazzina che viene dal paesello sul cocuzzolo della montagna. E al paesello sono la cittadina, che ha perso tutti i giri del posto e non è più una di loro”. E che dire del nickname EmoTrilly? Trilly come la fatina della favola di Peter Pan dal carattere schietto e malizioso, Emo perché la nostra protagonista appartiene a quella generazione di adolescenti di oggi (sui quali molto si è detto, ma poco si è riuscito a capire) che riversano la loro spiccata sensibilità, i loro problemi e le loro emozioni in un look (più o meno) dark e che ascoltano particolare musica rock, ma che allo stesso tempo non vogliono essere stereotipati in una moda specifica. Nomi ovviamente cambiati per tutelare la privacy dei protagonisti e un finale che resta comunque il frutto dei sogni artistici di una ragazza di 19 anni. Ma i sogni – anche se non quelli di tutti – prima o poi possono avverarsi…

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