Suck!

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Tommy è un adolescente dalla vita apparentemente normale. Una notte, però, si risveglia in un appartamento a San Francisco e scopre che Jodie, la fidanzata, lo ha morso e trasformato in un vampiro. Per lui adesso, volente o nolente, comincia una nuova vita e, nell’esplorazione di questa esistenza del tutto inaspettata, deve fare i conti con i suoi pro e i suoi contro. I due, innamoratissimi, cominciano dunque a organizzare la nuova vita insieme. Per prima cosa devono trovare due “schiavi”, persone che li aiutino nel quotidiano – giacché, com’è ovvio, non possono uscire nelle ore diurne: la luce del sole li ucciderebbe. Ingaggiano Alison e Jared. La prima è una giovane “dark”, dai modi spicci e alteri, il secondo il suo amico gay, un ragazzo apatico e di poche parole. Con loro ci sarà Steve, un asiatico dalla mente brillante che sta studiando una soluzione per far tornare i vampiri esseri umani. I tre li aiutano a procacciarsi del sangue fresco, sangue che la coppia di vampiri succhia ogni giorno a un barbone. E li difendono anche dagli “Animali”, che vorrebbero far fuori l’intera razza dei vampiri, e da Elijah, un vampiro vecchio otto secoli che ha trasformato Jodie e che adesso vuole vendicarsi di Tommy per averlo rinchiuso in una statua di bronzo. A dar loro la caccia, poi, ci sono anche i detective Rivera e Cavuto, due agenti convinti che la coppia di vampiri sia colpevole di una serie di misteriosi omicidi che hanno sconvolto la città. I due, in una città piena di vita e popolata fino allo stremo delle sue capacità, devono riuscire a sopravvivere e a vivere il loro amore, un amore appassionato e fortissimo…

Unendo l’approfondimento psicologico tipico di John Steinbeck all’ironia selvaggia di Kurt Vonnegut jr., Christopher Moore ha messo su un grande romanzo. In una San Francisco allucinata, popolata di personaggi al limite dell’assurdo, la storia di Tommy e Jodie si snoda lungo avvenimenti paranormali. È una storia horror, fantastica questa, sì, ma allo stesso tempo è ricca di una profondità evidente e molto particolare. L’amore vissuto dai due ragazzi, la smania irriducibile di vendetta di Elijah, la persecuzione dei vampiri – visti come una minoranza da estirpare unicamente perché rappresenta una parte di popolazione diversa – sono tutti temi molto ben strutturati e fortemente ravvisabili. La comicità, anzi, l’umorismo pirandelliano, inteso come avvertimento del senso del contrario, allo stesso tempo percorre le pagine del romanzo fino a renderlo sia interessante da un punto di vista contenutistico sia godibile da un punto di vista stilistico. Moore non si inceppa, le parole schizzano sulla pagina senza mai dare l’impressione di eccedere. Gli accadimenti sono colorati, vividi. Suck! Una storia d’amore è un romanzo che ha la capacità di unire il fantastico al contemporaneo, l’introspezione al divertimento. Pagine fruibili, comiche, interessanti.

 


 

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