A sud di nessun nord

A sud di nessun nord
Una donna siede al bancone di un bar agitando davanti a sé una gabbietta contenente due coppie di amanti in miniatura, Henry l’affianca nel tentativo di scroccarle una birra, ma proprio in quel momento una delle coppie inizia a darci dentro: ecco che allora la sconosciuta sovraeccitata invita Henry a casa sua… Entrando in un negozio di dischi e cianfrusaglie Robert nota un manichino femminile niente male e contratta con il proprietario il prezzo dell’acquisto. Tornato a casa l’adagia sul letto e, dopo averle accarezzato le cosce, se la scopa. La relazione tra i due è perfetta, finché un'ex-amante non si presenterà alla porta e, ingelosita da quella presenza, deciderà di fracassarle la testa sul pavimento... Maja Thurup è un cannibale di colore che vive nel mezzo della foresta Amazzonica, dannato da quell’arnese che si ritrova tra le gambe non riesce a trovare una ragazza disposta a fare sesso, ma un giorno Hester Adams - californiana annoiata dalle prestazioni medie del macho americano - si imbatterà in lui e, non riuscendo a separarsi dal suo uccello, lo inviterà a vivere insieme dalle parti di Los Angeles. Qui Maja soggiornerà in uno stato di semi-prigionia, costretto a scopare da mattina a sera, finché non deciderà di uccidere Hester e mangiarsela…
E poi ancora: ubriaconi, assassini, falliti, scommettitori, disoccupati, insomma tutto l’universo di assurdità e sconfitte che il vecchio Hank è solito ritrarre: A sud di nessun nord è una raccolta di ventisette racconti che ben rappresenta le tematiche prevalenti negli scritti di Charles Bukowski. Infatti nel libro si susseguono: racconti in prima persona derivanti da esperienze biografiche; le celebri avventure di Henry Chinaski, figura di riferimento per un intero popolo di sconfitti disillusi dal sogno americano, e alterego dell’autore; e infine siparietti di assurdità misti a tagliente ironia, riferimenti tutt’altro che velati al mondo del sesso e una sorta di compendio per inesperti scommettitori di cavalli. Ma a ben guardare questo testo, come molti altri, non rappresenta solamente una raccolta degli argomenti che inondano le stesure bukowskiane, ma veri e propri scorci di vita che riaffiorano nelle opere dell’autore. “A quanto pareva un uomo aveva solo un’alternativa, vivere una vita frenetica o diventare un barbone”, eppure il vecchio Hank sembra avercela fatta: ha sconfitto il mito della produttività capitalistica, candeggiato la bandiera americana mostrandone le vere tinte, bevuto da mattina a sera lavorando il meno possibile, ma ci ha lasciati in modo dignitoso e con una conquistata celebrità, vuoi da scrittore, vuoi da alcolista, vuoi da pornografo…

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER