Sul Monte Athos

Sul Monte Athos
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Foreste secolari, vegetazione rigogliosa e selvaggia, rocce a strapiombo sul mare, monasteri incastonati sulle montagne. Ecco il Monte Athos: un mondo a parte, all’interno della Grecia ma al di fuori dello Stato ellenico. Partenza obbligata per accedere a Ághion Óros è il borgo di Ouranopolis, dove si possono fare le ultime provviste e prendere l’Aghia Anna, il traghetto che fa rotta su Dafni, porta d’accesso al terzo dito della penisola Calcidica. Da qui è un susseguirsi di monasteri, alcuni molto importanti per storia e arte, come Vatopedi o Pantokratoros o Iviron, e di skete, piccoli insediamenti monastici per lo più di origine russa o rumena, tutti con le loro chiese e icone dedicate a Theotókos, la Vergine, e ai numerosi santi ortodossi. In questi luoghi di culto si incontrano monaci ora accoglienti e cortesi, in special modo greci, ora burberi e scostanti, con i bulgari al primo posto di questa particolare graduatoria. E naturalmente molti pellegrini, ognuno con aspettative diverse ma accomunati dal fascino della spiritualità. L’itinerario si snoda dalla costa nord alla costa sud, per approdare alla meta più attesa da qualsiasi visitatore: l’ascesa al Giardino della Vergine…

Nonostante la repubblica atonita si sia nel corso degli anni modernizzata – strade carrozzabili accanto alle tradizionali mulattiere, land rover, pulmini, internet, pannelli solari – resta, nel cuore dell’Europa ultratecnologica, un posto fuori dal tempo, immune ai ritmi da società globalizzata. Proprio il saper cogliere le atmosfere, i silenzi, la profondità spirituale, è il punto di forza di Sul Monte Athos. Di ogni monastero Fabrizio Ardito – giornalista, fotografo, esperto camminatore – riporta la storia, le leggende, i miti, ne descrive le chiese con i loro affreschi e icone. Accanto alle note documentarie racconta con ironia i momenti di vita quotidiana, dalle difficoltà – gli impossibili orari monastici cadenzati sulle funzioni religiose o i frugali pasti vegetariani – alle emozioni provate per l’ospitalità di alcuni religiosi, per il raccoglimento intimo innescato dalla montagna sacra, per i panorama mozzafiato che si possono contemplare dalla sommità della vetta. Sul Monte Athos può essere letto come una guida turistica per le ricche informazioni riportate per muoversi nel territorio atonita, o come un classico reportage di viaggio con tutta la sua carica umana. Ma è soprattutto un addentrarsi in ciò che rende questa montagna diversa da tutte le altre: la fede che l’attraversa, come ebbe già a scrivere Robert Byron alla fine degli anni venti del secolo passato: “è la santa montagna di Athos, tappa di una fede in cui il tempo si è arrestato”.



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