Tabù

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Piero Origo esce dalla festa molto più che alticcio, quindi se ne va a casa a dormire dopo aver cercato invano Emilia, la moglie del suo migliore amico Domenico Gattaponi, volato in California per i suoi impegni di saggista di fama internazionale. Piero non vedeva Emilia da tre anni, forse credeva addirittura che quell’infatuazione fosse ormai sopita, ma si sbagliava. Lei e Domenico si conoscevano da oltre due anni prima di decidere di sposarsi, eppure quella scelta di unirsi poi concretizzatasi a molti era sembrata qualcosa di precipitoso e inatteso, aveva destato perplessità e preoccupazione. Perché quella passione proibita e inconfessabile per una donna impegnata con un uomo a lui così prossimo? Piero se ne rende conto perfettamente, è l’attrazione fatale per tutto ciò che è tabù, per tutto ciò che la società si ostina a considerare divieto morale infrangibile. Solo un episodio, in tutti quegli anni di conoscenza, aveva dato qualche speranza alla passione di Piero. Era venerdì sera, un mese e due giorni prima del matrimonio. Emilia si era recata da lui, a palesare tutta la sua poca convinzione per quel passo così importante, ma Piero l’aveva tranquillizzata e ricondotta a più miti consigli. Forse è stato quell’episodio (malgrado l’amicizia con Piero, malgrado il flirt con Dolores detta Dolly, malgrado un matrimonio con una donna tradita reiteratamente) ad accendere e a far divampare ogni cosa, e improvvisamente andare incontro al tabù è sembrata a Piero l’unica opzione…

Il protagonista di Tabù, ultimo romanzo di Giordano Tedoldi, è professore in un liceo classico, ed è orgogliosamente devoto alle massime e allo sfoggio di erudizione tipico dei classicisti più che all’assurda pretesa di provare a svecchiare ciò che è vetusto. Potremmo partire da qui per comprendere il rapporto che intercorre fra Piero e il suo desiderio di difficile realizzazione. Possedere la donna del migliore amico è un tabù, che resiste malgrado una società moderna nella quale tutto sembra cadere a pezzi, persino valori secolari e sedimentati: la morale sembra un lusso che non ci si può permettere, ma che resiste strenuamente e forse in maniera anacronistica esattamente come i classici ‒ così come li intende Piero. Poderoso per quantità di pagine (in effetti il formato è extralarge rispetto alla politica normalmente adottata da Tunué, ma è uno strappo alla regola che abbiamo molto apprezzato) ma anche per numero di personaggi, Tabù è una vera mina vagante, la somma di romanzo borghese, romanzo filosofico e romanzo sentimentale, tanto che in molti hanno già paragonato questo Tedoldi a Michel Houellebecq. Piero è un personaggio straordinario, un avventuriero dei sentimenti ma anche un uomo pieno di curiosità, continuamente impantanato nella ricerca di nuove esperienze vitali, mosso dal gusto che si prova nell’infrangere le regole. È questo il leitmotiv di tutto il suo agire, la linea conduttrice di ogni sua azione. Dopo due opere riuscitissime come la raccolta Io odio John Updike e il suo primo romanzo I segnalati, l’autore romano compie un ulteriore salto di qualità che lo conferma come uno degli autori più talentuosi nella narrativa contemporanea.



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