Tamburi d’autunno

Tamburi d’autunno
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Colonie americane, giugno 1767. Fin quasi dal loro arrivo nel Nuovo Mondo, Claire e Jamie, fondandosi su considerazioni più che pratiche, hanno cercato un acquirente di gemme, o almeno hanno provato a riconvertire in denaro una parte del magnifico mucchietto appartenuto a Geillis Duncan. Per mettere sul mercato lo smeraldo, il rubino, il turchese, la pietra dorata, il diamante nero occorrono i migliori contatti; e se non si può ancora provare di essere i nipoti di Mrs. Cameron di River Run, bisogna industriarsi, malgrado gli incidenti di percorso dalla Georgia alla Carolina. Di qui la necessità di mostrarsi in società e l’atteso incontro con il Governatore inglese delle terre in cui risiede la ricchissima zia. Raggiungere la tenuta di River Run è d’obbligo, insperato invece è avere in concessione dal Governatore della Corona acri di terra. Così Tryon, cortese e diplomatico, si esprime sulla politica sia della Corona sia sua, ovvero “di incoraggiare l’insediamento nelle terre della Colonia della North Carolina da parte di famiglie intelligenti, industriose e devote a Dio, così da promuovere la prosperità e la sicurezza di tutti”. Come un canto di sirena, l’offerta non è senza alcun se e senza alcun ma...

Drums of Autumn, quarto libro di Outlander, ovvero sesto libro in Italia della serie, sulla base della nuova avventura in North Carolina varia in modo non trascurabile ambienti e figure de La saga di Claire Randall. Caratterizzato dalla cura e dall’attenzione che Diana Gabaldon ha per l’insediamento di Jamie Fraser e Claire nel continente americano, proprio grazie alle sue grandi prospettive, meraviglia, e accarezza con Fraser’s Ridge il desiderio di stabilità della coraggiosa pittoresca coppia. Ciò detto, si procurano altre avversità alla svelta, e attraverso gli stessi personaggi si ha la sensazione di riuscire a dare un nome a ogni nuova sfumatura dei temi, alla variazione più sensibile delle questioni politiche, ai ricordi più forti delle Highlands; la zia Jocasta MacKenzie Cameron e la piantagione River Run sulla sponda del Cape Fear fanno presto sentire quale sia la posta in gioco; realizzare Fraser’s Ridge è anche prepararsi a accettare impegno e sfide; in una parola come fronteggiare le origini della guerra d’indipendenza americana. In un lampo, infine, si riempie il vuoto lasciato dalla lontananza degli Highlanders con l'impressione altrettanto singolare delle tribù degli indiani d’America, e piace ritrovare Lord John Grey; si direbbe che ora il suo ruolo ricordi il passato sotto un nuovo aspetto, segnando ancor più il futuro della narrazione.



 

 

 

 
 
 
 

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