Tango al buio

Tango al buio

La postura del tango è caratterizzata da un leggero spostamento in avanti del baricentro, piedi uniti, peso sulle punte, talloni a terra, gambe dritte, corpo dritto, generale rilassamento. Impossibile o quasi per chi non ha il dono della vista. Osservando un non vedente camminare si nota infatti di norma una persona che a ogni passo mette avanti il bastone o se ne è sprovvisto le mani, in pratica tastando il terreno. Questo movimento naturale per evitare eventuali ostacoli altrettanto naturalmente sposta il baricentro del corpo all’indietro. Di solito chi non vede non proietta la parte superiore del corpo in esplorazione bensì quella inferiore, quindi parte prima il piede e poi segue, se la via è libera, il resto. Esattamente il contrario di quello che avviene e deve avvenire nel tango. Quando dopo aver osservato il loro primo approccio Bruna vede che quasi nessuno è stato in grado di seguirlo capisce che quello è uno scoglio duro da superare. O forse che non va superato. Va semplicemente accettato per quello che è…

Non è un vero e proprio viaggio, nel senso che non si carica la macchina di qualunque oggetto né si parte camminando zaino in spalla per sentieri impervi, ma in effetti “reportage” è forse in assoluto la definizione più adatta per questo bel libro, punteggiato da splendide immagini realizzate da Gaby Mann, co-ideatrice del progetto e fotografa, e arricchito anche da un CD con musiche (di Massimo Tagliata) e letture (di Simona Dottori): perché racconta in maniera chiara e approfondita, con un linguaggio semplice e comprensibile, una storia, un percorso, faticoso, stimolante, interessante, ricco di soddisfazioni, musicale, emozionale, umano. Bruna Zarini è da decenni ballerina di tango argentino e insegnante e ha creato il primo laboratorio per non vedenti e ipovedenti, di cui qui narra la vicenda. Le persone non vedenti e ipovedenti hanno straordinarie capacità di apprendimento, sensoriali e percettive: ma appare evidente come anche lei abbia imparato dai suoi allievi, e come possiamo farlo tutti noi, in primo luogo, leggendo, rendendoci conto una volta di più, avendone la prova attraverso i risultati evidenti raccontati nel libro, di come sia indispensabile, per vivere meglio e costruire una società più giusta, abbattere i nostri pregiudizi e non credere che la volontà e l’impegno costante non possano rendere impossibile anche l’improbabile.



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