Tatiana

Tatiana

Kaliningrad. Joseph, giovane e brillante interprete che lavora per Nazioni Unite, Unione Europea e aziende prestigiose e che da poco ha seguito passo passo un complesso negoziato finanziario nella città sul mar Baltico, viene prima minacciato, poi aggredito e infine ucciso da uno sconosciuto che lo avvicina mentre Joseph si allena in bicicletta. Poco lontano dal cadavere viene ritrovato il suo blocco degli appunti, che però – come avviene per quasi tutti gli interpreti – è pieno di simboli comprensibili solo per lui. Intanto a Mosca, al cimitero Vagankovo, si svolgono i funerali di Grisha Grigorenko, ricco filantropo e membro di spicco della Camera di Commercio ma anche boss del traffico di armi e droga e della prostituzione. L’investigatore Arkady Renko e il detective alcolizzato Victor Orlov sono incaricati di sorvegliare le esequie: da giorni seguono il morto per Mosca, dall’obitorio a un centro termale in cui il cadavere è stato lavato, profumato e truccato, dalla cattedrale di Cristo Redentore al camposanto. Tra la folla che i due poliziotti scrutano a debita distanza ci sono faccendieri, politici, delinquenti, preti, modelle, attori. Rolex e gioielli come se piovessero. Dopo il funerale è previsto un luculliano rinfresco a bordo di uno yacht di lusso ormeggiato vicino al Cremlino. Il figlio di Grigorenko, Alexi, si avvicina a Renko e Orlov per protestare, accusa i due di non avere rispetto, spiega a brutto muso che la loro presenza non è gradita. Mentre Renko cerca le parole per spiegare forbitamente all’erede del boss mafioso quanto abbia a cuore la sua preziosa opinione, scoppia un tumulto poco lontano. Arkady riconosce tra la folla al centro degli scontri una giovane fotoreporter, Anya Rudenko, che abita nell’appartamento di fronte al suo e certe notti attraversa il pianerottolo per venire a stare da lui. È in corso una manifestazione non autorizzata, a quanto pare. In memoria di Tatiana Petrovna, la giornalista che la settimana precedente si è suicidata gettandosi dalla finestra di casa sua. Un suicidio a cui molti non credono affatto…

Ottavo romanzo della serie di Arkady Renko, questo Tatiana ne rappresenta indubitabilmente uno dei vertici qualitativi. Le premesse a dire il vero non erano entusiasmanti: Martin Cruz Smith sceglie infatti di riassumere nel plot un decennio di tragedie russe (si va dal naufragio del sottomarino nucleare Kursk del 2000 all’attacco terroristico ceceno al Teatro Dubrovka del 2002, dal massacro della scuola di Beslan del 2004 ai kamikaze nella metropolitana di Mosca del 2010) con al centro, ovviamente, la figura della eroica giornalista Tatiana Petrovna, che è modellata esattamente su quella di Anna Politovskaja, la scomoda reporter della “Novaja Gazeta” assassinata il 7 ottobre (giorno del compleanno del Presidente Vladimir Putin, guarda caso) 2006 nell’ascensore del palazzo in cui abitava. Un approccio un po’ troppo didascalico, forse persino naif, che vorrebbe raccontare ai lettori – per la stragrande maggioranza non russi – la storia recente di un Paese molto complesso e dei suoi conflitti interni ed esterni in modo semplice, con il rischio concretissimo di farlo in modo soltanto semplicistico, sguazzando nei luoghi comuni: Putin, i mafiosi, gli oligarchi, bla bla bla. Intendiamoci: il rischio non è scongiurato del tutto. Ma la bellezza dell’intreccio e dei personaggi catturano l’attenzione del lettore al 100% e i richiami alla cronaca sono funzionali al plot e servono ad aggiungere quel pizzico di pepe che non guasta e che soprattutto è sufficiente a far passare in secondo piano le forzature e le ingenuità. Renko, ineffabile mastino dal piglio malinconico, è acuto come non mai, ha lo sguardo affilato come una lama. Ma di certo non è fortunato in amore: rimasto vedovo in circostanze drammatiche, qui vive una relazione sbilenca con una fotoreporter sua vicina di casa, molto più giovane, bella e inquieta di lui, che finisce per flirtare con il ricco rampollo di una famiglia mafiosa lasciando il poliziotto con un palmo di naso. Una curiosità: Cruz Smith soffre di Parkinson e non è più in grado di scrivere al computer, per cui ha dettato il romanzo alla moglie Emily.



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