Per te morirei

Per te morirei

Il povero George, impaziente di lasciare il suo lavoro di PR a Manhattan per trasferirsi in campagna, è incaricato di trovare marito a Gracie, la goffa, maldestra e ingenua figlia maggiore del ricco Augustus Van Grossie. Il magnate, grande appassionato di vela, ha infatti stabilito che non darà in sposa la scaltra, bellissima e intelligente figlia minore fino a che a Gracie non tocchi la stessa sorte... Il signor Delannux è soprannominato “Suicide Carley”, perché tutte le donne con cui è stato fidanzato hanno volontariamente lasciato questo mondo. Atlanta, giovane attrice incantata dal fascino di quest’uomo misterioso, sfida il caldo della North Carolina e le vette di Chimney Rock per seguire il suo cuore... Gwen, adolescente con la mania dello shopping, prende il treno per New York insieme a un gruppo di coetanee, accompagnate dalla signora Tulliver: lì, decide di salire su tutti i mezzi pubblici che le capitano a tiro, solo per la curiosità di vedere fin dove la porteranno... Ann, diciotto anni, torna dall’Europa insieme ad altri turisti sfollati dalle zone di guerra: dal momento dello sbarco, si rende conto che un agente dei servizi segreti americani la sta seguendo. Anche se Ann ancora non lo sa, l’uomo è in cerca di lei per una più che valida ragione...

Quello che sappiamo di uno scrittore è solo ciò che qualcun altro ha scelto di trasmetterci. Solo ciò che un editore, un agente letterario o un redattore di rivista ha, a un certo punto, ritenuto pubblicabile e ricompensato in denaro. Ne concludiamo che il percorso di un autore non è necessariamente quello che lui, o lei, aveva sognato. Le strade incidentate, i rifiuti, i progetti mancati rimangono nel dimenticatoio. Francis Scott Fitzgerald ha visto chiudersi le porte di molti giornali e riviste, nonché della speranza di vedere sul grande schermo i suoi soggetti. Molti dei testi contenuti in Per te morirei sono stati scritti negli anni Trenta e soggetti a numerose revisioni: i documenti originali ‒ spiega la curatrice ‒ contenevano correzioni e annotazioni a matita, la cui calligrafia è senza dubbio quella di Fitzgerald. Storie che offrono una panoramica della sua visione dell'America, della notorietà, dei rapporti umani, ma anche il compromesso fra sue intenzioni di scrittore e la necessità di creare qualcosa che “piaccia”, e che gli permetta di guadagnarsi un po’ di felicità. Al di là della piacevolezza dei testi, questa riflessione vale da sola la lettura che un’antologia che attraversa la vita di uno dei più celebri romanzieri del Novecento.



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