Tefteri ‒ Il libro dei conti in sospeso

Tefteri ‒ Il libro dei conti in sospeso

Trapiantatosi negli ambienti più deteriori e malfamati della Grecia al termine della guerra combattuta e persa contro la Turchia dal 1919 al 1922, il Rebetiko diviene in quegli anni la colonna sonora dell’esperienza di vita quotidiana segnata dalle malinconiche lamentazioni delle vittime della diaspora e dai traffici illeciti condotti in maniera prevalente tra gli anditi portuali del Pireo e le zone periferiche dove essi poterono insediarsi. E mette salde radici tra l’afrore aspro e ottundente delle taverne frequentate da fumatori di hashish e di oppio, le urla soffocate tra raggiri e azioni malavitose, il dolore straziato degli addii e le voci concupiscenti delle prostitute. A poco a poco il Rebetiko perde la propria connotazione storica e diviene un canto impastato di culture lontane e di costumi diversi tra loro in cui prevale la nostalgia rassegnata di quanti vivono una comune condizione di povertà e di emarginazione. Un canto che è figlio di una crisi diversa, ma non meno drammatica di quella del 2013, l’anno del duro tracollo finanziario in cui Vinicio Capossela decide di recarsi in Grecia. Qui incontra quel che resta dei leggendari rebetes nelle taverne di Atene, Salonicco, Creta e trascrive su un piccolo taccuino, il suo Tefteri , ebbrezze, magie e illusioni in cui torna a dibattersi il paese che è stato la culla della nostra cultura…

In un’epoca in cui l’Europa appare fortemente segnata da una profonda crisi d’identità e dalla visione inquieta del futuro, cresce il numero degli artisti che, nelle diverse forme di espressione, rivolgono la propria attenzione al passato. Il tentativo di recupero della tradizione diviene per molti di loro un residuo baluardo al quale poter ancora annodare il filo di una testimonianza creativa. Emblematico, nel rimescolio di musiche antiche e canti popolari, è il caso di Vinicio Capossela, che nel presente reportage di viaggio in Grecia effettuato nel 2013 trae spunti per dare continuità alle note aspre e struggenti del Rebetiko, musica sbocciata dalla nostalgia e dalla rabbia dei profughi di Smirne che negli anni Venti del secolo scorso si trovarono sradicati e stranieri in quella che doveva essere la loro patria. Il noto cantautore e scrittore italiano ci racconta una Grecia inedita, sofferente ma fiera, che riscopre il Rebetiko come musica della krisis e antidoto culturale al processo di omologazione o di nuova emarginazione sociale verso cui viene spinta dagli effetti devastanti della globalizzazione. Tefteri è una coltissima e appassionata rivisitazione di un’atmosfera creativa in un tempo che appare sospeso e indifferente ai flussi dell’età moderna. È un diario di viaggio che si legge con la curiosità di un saggio e la godibilità di un romanzo.



 

 

 

 
 
 
 

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