Tempi glaciali

Tempi glaciali
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Strani, strani suicidi quelli che si stanno verificando a Parigi. E infatti non sono affatto suicidi. L’anziana insegnante di matematica Alice Gauthier è stata trovata vestita di tutto punto nella vasca da bagno colma d’acqua con le vene tagliata, ma è stata “suicidata” da qualcuno che non ha resistito a? ha voluto? ha dovuto? tracciare uno strano segno su un mobiletto vicino con una matita nera per gli occhi. Lo stesso segno che si ritrova, quasi nascosto, sulla scrivania accanto al corpo di Henri Masfauré, ricco allevatore di cavalli, anche lui apparentemente suicida. Curiose circostanze accomunano le due vittime, ma nemmeno il coltissimo comandante Danglard conosce il significato di questa strana H maiuscola con un segno concavo al centro attraversato da un altro tratto trasversale. Forse stavolta è il commissario Adamsberg ad avere l’intuizione più esatta e così l’indagine trascina l’intero stravagante ufficio dell’Anticrimine di Parigi ad inseguire l’autore di questi (e non solo di questi) delitti tra le pericolose nebbie di ghiaccio dell’Islanda e una strana associazione i cui membri – qualcuno dei quali forse ha qualche rotella fuori posto –, indossando costumi d’epoca, amano mettere in scena le situazioni e i discorsi della Rivoluzione Francese con un impegno, in verità, un po’ inquietante. Riuscirà Adamsberg e trovare “un filo, in quella matassa di alghe, che si potesse afferrare senza spezzarlo”?

Non delude Fred Vargas, pseudonimo della storica e scrittrice francese Frédérique Audouin-Rouzeau, con questa nuova, attesissima indagine del commissario del 13° Arrondissement di Parigi, a quattro anni da La cavalcata dei morti. Surreale nella trama, nella scrittura, negli intrecci, nei dialoghi, in quella maniera così deliziosa che ad ogni romanzo – anche i meno riusciti – incanta i suoi lettori, ritroviamo l’autrice in tutta la sua bravura. Come sempre le parti più affascinanti sono le digressioni, le curiosità, gli aneddoti storici che regalano al lettore preziosi ritagli di Storia, più o meno noti, divertenti e interessanti. Quelle più simpatiche, invece, che strappano diversi sorrisi e donano tanta leggerezza, le parti dedicate ai personaggi, principali e non (gatto compreso), che si conquistano stavolta spazi più ampi rispetto ai precedenti romanzi, con le loro manie, le loro caratteristiche che ne fanno altrettanti “spalatori di nuvole”, al pari del commissario Jean-Baptiste Adamsberg. Vargas, che con questo romanzo ha clamorosamente cambiato il suo storico editore francese, ha sempre sostenuto che i noir sono le favole per gli adulti di oggi. Beh, speriamo non ci metta altri quattro anni per raccontarcene una nuova!



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