Tempo di seconda mano

Tempo di seconda mano

In breve le cose andarono così: dopo la Rivoluzione d’Ottobre il comunismo durò in Russia per diversi decenni, da Stalin a Brežnev, per trasformarsi in democrazia (pur con tutti i limiti, i problemi e i distinguo del caso) con la perestrojka di Gorbačëv e tutto quel che ne è seguito. Nel frattempo l’URSS - anche in seguito alla caduta del muro di Berlino - si è frammentata in una serie di Repubbliche a loro volta (e a loro modo) democratiche, e ogni tanto qualche vecchio archivio segretato viene aperto per svelare verità scottanti sui passati regimi comunisti. Già, le cose sono andate più o meno così, dal punto di vista della storiografia. Ma dal punto di vista di chi lo ha vissuto in prima persona? Dall’osservatorio di chi lavorava, si affannava, sperava sotto le insegne della dittatura in cui era nato? Dall’angolazione di chi - in quel sogno comunista di libertà e fratellanza - ci aveva creduto davvero, magari fino a immaginare di dare la vita per esso… come sono andate effettivamente le cose?

Svetlana Aleksievič è una di quelle persone la cui biografia sarebbe di per sé sufficiente a certificare lo spessore della sua opera scritta: cronista ucraina del crollo dell’URSS nella seconda metà del secolo scorso, candidata al Premio Nobel per la letteratura nel 2013, critica del regime bielorusso di Lukašenko al punto di essere da questi perseguitata, con i suoi libri (peraltro tradotti in quaranta lingue) messi al bando e lei costretta alla fuga. In questo ponderoso e avvincente volume raccoglie le testimonianze di uomini e donne che non solo hanno vissuto quegli anni ma ne hanno condiviso gli orientamenti e le speranze, e che hanno dovuto fare i conti con la dura verità degli archivi, che ha rivelato una realtà ben diversa da quella cui credevano di essere appartenuti. Un affresco corale affascinante e scritto ottimamente, che intreccia con sapienza la voce del soldato a quella della contadina, della profuga, della musicista. Un libro che permette di accedere alla storia della Russia in maniera inedita, con la chiarezza che solo una visione “dall’interno” può dare.



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