Teneri assassini

Teneri assassini
Serena è una ragazzina romana, fan sfegatata della boy-band dei Freewilly's. Viene avvicinata da Michele Tamburrano detto Mico, un uomo che dice di lavorare nell'industria discografica e sa tutto dei Freewilly's, che inizia a corteggiarla a colpi di biglietti di concerti, rivelazioni 'esclusive' sulla band, passeggiate in macchinoni sempre diversi, telefonate galanti. Serena si fa irretire e inizia una relazione con quel tipo così più grande di lei, senza sospettare che Mico le ha raccontato un sacco di bugie e che quando lei conoscerà un suo coetaneo l'uomo perderà la testa; in un sabato sera qualunque in un bar qualunque una comitiva di ragazzotti di periferia in cerca di rogne si imbatte in due immigrati, padre e figlio, e scatta una rissa dalle conseguenze drammatiche; a Marco, giovane poliziotto avvenente e malinconico a causa della morte del fratello, viene affidata una delicata indagine da effettuarsi sotto copertura: nella squallida località della periferia romana denominata Quattro Caselli si sospetta agisca un gruppo di estrema destra che malmena e forse 'fa sparire' immigrati. Il covo della banda sarebbe un pub equivoco, il Rifugio. Oltre a teste rasate e balordi assortiti, del gruppo fanno parte anche una ninfomane psicopatica, tale Lulù, e il trans Cassandra, che appena vede Marco se ne innamora perdutamente. Il poliziotto avvia una relazione con Cassandra per estorcerle informazioni, ma a poco a poco si riscopre attratto fortissimamente da lei/lui; Monica, giovanissima prostituta albanese, è incinta ma non ha detto nulla al suo pappone, lo spietato Pullumb, e sta progettando di fuggire con un suo giovane cliente romano. Il nipote di Pullumb, il tenero Jani, è innamorato di Monica e ha l'incarico di sorvegliarla. Quando la ragazza fugge, la fedeltà di Jani si rivelerà preziosa, perché il ragazzotto romano che ha promesso di 'salvarla' in realtà ha solo organizzato un barbaro stupro di gruppo ai suoi danni; Ricky e Canna, due bulletti di periferia, litigano per una ragazza, Simona, che si è messa col primo dopo aver lasciato il secondo. Allora Ricky, impaurito dalla prestanza fisica e dall'aggressività di canna, decide di rimediare una pistola per far fuori il rivale...
Storie di criminalità romana raccontate da chi conosce molto bene questa realtà perché ogni giorno ci si confronta nelle aule di tribunale. Sotto la toga del magistrato Giancarlo De Cataldo batte un cuore popolare, sensibile ai problemi di chi viene su in periferie degradate, dove la guida della famiglia e della scuola è labile, la povertà azzanna i polpacci e i modelli di riferimento sono completamente, desolatamente sballati. E allora si comincia a fare dentro e fuori dall'Hotel Regina (così affettuosamente i romani hanno ribattezzato il carcere di Regina Coeli), si percorre la via crucis della droga o dell'alcol, e il rischio di commettere un reato molto grave e pregiudicarsi definitivamente il futuro si fa sempre più concreto. Ma la denuncia sociale non è l'unica chiave di lettura di questa antologia, perchè se da una parte qui si rivendica la sinistra bellezza del noir metropolitano e in particolare capitolino, che De Cataldo solo due anni dopo aver scritto questi racconti porterà alle estreme conseguenze con il capolavoro Romanzo criminale, dall'altra aleggia nelle pagine un afflato commosso, una paterna malinconia, un'empatia umanissima nei confronti di questo universo di misfits urbani che sa regalarci emozioni che nei centri storici imbalsamati e nei quartieri residenziali patinati non esistono più da tempo.

 

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER