Teresa e le altre

 Teresa e le altre

Nunzia, napoletana della provincia dalle origini contadine, a ventitré anni è piena di aspirazioni e di ambizioni; sta studiando fisica all’università e già pensa alla propria carriera nel partito in cui milita da sempre, quando è costretta a interrompere bruscamente la maggior parte di queste cose e a rallentarne altre: ha perso molto sangue e i medici non hanno dubbi sulla sua colite ulcerosa… Carlotta si trova a Terzigno insieme al suo amico Antonio (attivista che nel 2007 ha fatto parte del movimento contrario alla realizzazione della discarica), stanno parlando dell’emergenza rifiuti in Campania e di quel curioso fenomeno per cui sembra che l’emergenza sia destinata a durare all’infinito; ma forse è più semplice di quel che sembri - insinua lui - l’emergenza continua ad andare avanti perché c’è qualcuno che ha un interesse preciso a mantenere irrisolti questi problemi… Gigliola ha coronato il suo sogno di portare la sua famiglia - marito, figli, cani - a vivere in campagna prendendo una villetta nella zona del lago Patria. Per principio sarebbe contraria - lei ama rispettare la legge, per quanto dura - a protestare contro l’apertura della discarica di Settecainati, come l’amica la invita a fare. Ma poi viene a sapere che la discarica sorge a ridosso di una scuola elementare; e la verità, pian piano, impone non solo la sua evidenza, ma anche la necessità di intervenire in prima persona...
Il libro - che in quarta di copertina viene definito un “atto di narrativa guerrigliera” - si apre con una affermazione di Howard Zinn, studioso celebre per la sua controstoria dell’America, scritta a partire dagli “ultimi”: “Protestare al di là della legge non è una deviazione dalla democrazia, bensì qualcosa di assolutamente essenziale a essa”. Dieci storie vere di dieci donne che hanno vissuto e amato il territorio campano e che - di fronte al disastro ecologico dell’“emergenza permanente” dei rifiuti - hanno deciso di usare le maniere forti per tutelare la bellezza dei luoghi e la salute di chi ci vive: perché a mali estremi, estremi rimedi, e a uno Stato che pretende di militarizzare certe aree e certi impianti, impedendo l’accesso ai cittadini, non si può che rispondere con un dissenso fatto di azioni evidenti e decisive. Un libro che si legge d’un fiato e senza la retorica di tanta iconografia: la terra dei fuochi esiste, ma non è vero che è tutta camorra e connivenze. Soprattutto, non è vero che non c’è più niente da fare. Leggere per credere. Con la prefazione di Erri De Luca.

 

 

 

 
 
 
 
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