Terre di sangue

Terre di sangue
Proprio al centro storico dell’Europa, in poco più di dieci anni, i regimi nazista e sovietico uccisero circa quattordici milioni di persone. I luoghi in cui si consumò questa immane tragedia, le “terre di sangue”, vanno dalla Polonia centrale alla Russia occidentale, dalla Bielorussia e l'Ucraina agli Stati baltici. Mentre si consolidavano nazionalsocialismo e stalinismo (1933-1938), la Polonia veniva occupata (1939-1941) e Germania e Unione Sovietica erano in guerra tra loro (1941-1945), una violenza di massa mai vista si diffondeva in queste regioni uccidendo tra gli stessa popolazione, in particolare ebrei, bielorussi, ucraini, polacchi, russi e baltici. Mentre Hitler e Stalin erano al potere, per le loro politiche omicide, morirono in modo violento nel giro di dodici anni (tra il 1933 e il 1945) milioni di persone. La Seconda guerra mondiale si è rivelato il conflitto più devastante e funesto della storia e quasi la metà del totale dei soldati caduti sui campi di battaglia di tutto il mondo morirono qui, in queste terre bagnate dal sangue. Dei quattordici milioni di morti, però, nessuno era un soldato in servizio effettivo. La maggior parte erano soprattutto donne, bambini e anziani. Nessuno portava armi e molti erano stati derubati di tutti i loro averi, anche degli abiti. Auschwitz viene oggi consideralo uno dei grandi simboli dell'Olocausto fra quelli compresi nelle terre di sangue, ma un numero molto maggiore di ebrei, perlopiù polacchi, fu gasato in altri campi di sterminio tedeschi, meno noti, in cui morivano praticamente tutti come Treblinkal Chelmno, Sobibór o Beliec. Molti altri ebrei polacchi, russi o baltici vennero fucilati sul ciglio di fosse comuni vicino ai luoghi in cui avevano vissuto nella Polonia occupata, in Lituania, in Lettonia, nella repubblica federativa sovietica dell'Ucraina oppure in Bielorussia, che dal 1922 faceva parte dell'URSS. I tedeschi deportavano ebrei da altri Paesi e li trasferivano nelle terre di sangue per ucciderli. Arrivavano ad Auschwltz a bordo di treni che giungevano dall'Ungheria, dalla Cecoslovacchia, dalla Francia, dall'Olanda, dalla Grecia, dal Belgio, dalla Jugoslavia, dall'Italia e dalla Norvegia. E, prima di essere fucilati o gassati, anche gli ebrei tedeschi venivano deportati nelle terre di sangue a Łódź, Kaunas, Minsk e a Varsavia…
Timothy Snyder fonda il suo lavoro sull'autorevolezza dei fatti grazie ad approfondite ricerche di archivio in lingua inglese, tedesca, yiddish, ceca, slovacca, polacca, bielorussa, ucraina, russa e francese. Terre di sangue è un libro convincente e ben raccontato che merita di essere letto e riletto perché presenta gli omicidi di massa commessi dai regimi nazista e stalinista come due aspetti di un’unica storia esaminando brillantemente il modo con cui le politiche di Berlino e Mosca hanno trasformato le persone in numeri portando a una sofferenza inimmaginabile. Una lettura indispensabile che stravolge la maggior parte dei punti di vista. Una ricerca attenta e approfondita, un racconto potente, intenso ed efficace.

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