Terrore dal mare

Terrore dal mare
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Il mare copre uno spazio pari a più della metà del nostro pianeta. Un territorio incredibilmente vasto che collega i continenti, creando contestualmente una distanza percorribile dallˊuomo in maniera difficoltosa e spesso rischiosa. Ma se ciò che si cela sotto gli oceani rappresenta in molti casi un mistero, ciò che si muove sulla superficie non è certamente da meno. Ogni giorno i mari di tutto il mondo vengono solcati da decine di migliaia di imbarcazioni con propositi non sempre commerciali o turistici e, soprattutto, non sempre legali. Dietro al settore armatoriale si cela un vero e proprio labirinto fatto di leggi vecchie di secoli, norme di sicurezza applicate in maniera volutamente superficiale da enti compiacenti, con bandiere di comodo e giochi di specchi di società appaltatrici con sedi in sperduti uffici sparsi per il mondo. La confusione burocratica finisce per non avere il solo effetto di rendere più facile la vita ai player del trasporto marittimo, ma è anche causa frequente di vere e proprie tragedie in mare con conseguenti perdite di vite. Ma non è tutto: le falle nei sistemi del controllo del traffico marittimo a livello mondiale agevolano il fenomeno della pirateria e, da dopo lˊ11 settembre, rendono i mari un nuovo potenziale campo di battaglia per il terrorismo...

Prima ancora che in Italia ci si accorgesse delle controversie marittime di livello internazionale per via della disgraziata vicenda dei Marò, nel resto del mondo la questione di ciò che avviene in mare aperto tiene banco, più o meno, da quando esistono gli stati sovrani. Terrore dal mare è un piccolo libro scritto con lo stile più classico del giornalismo dˊinchiesta che apparentemente potrebbe dare lˊimpressione di essere un testo noioso che non fa che scartabellare tra legislazioni, documenti processuali e rapporti di corpi chiamati a vigilare sui mari. Così non è: come spesso accade con ciò che percepiamo inizialmente come “noioso”, finisce per diventare maledettamente interessante e avvincente. Probabilmente, questo non avviene sempre ma solo quando è un giornalista dˊesperienza come lˊamericano William Langewiesche, veterano delle inchieste socio-politiche e autorevole penna di “The Atlantic Monthly” e “Vanity Fair”, a raccontarci di un mondo di cui conosciamo ben poco come quello della navigazione. Due i punti di forza di Terrore dal mare: non usare un linguaggio tecnico e poco accessibile (forse anche per merito di unˊottima traduzione) ma soprattutto la capacità dello scrittore di raccontare fatti di cronaca (affondamenti, agguati di pirati, inseguimenti in mare, processi) col piglio incalzante del romanzo. Un libro perfetto per gli amanti di riviste come “Limes”, ma anche per gli appassionati di giornalismo. Una cosa è certa: non guarderete più le navi con gli stessi occhi.

 

 

 

 
 
 
 

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