Tertius Decimus ‒ Il tredicesimo apostolo

Tertius Decimus ‒ Il tredicesimo apostolo

Pietro ha un destino scritto nel nome. Ha dovuto cominciare a costruirsi una corazza di pietra intorno al cuore sin da quando è stato ritrovato da suor Bernarda insieme ai suoi due gemelli, in una cesta lasciata dentro il confessionale della chiesa del convento delle Brigidine. Ed è proprio Santa Brigida che la suora invoca una volta trovati i bambini, e chiama le consorelle in aiuto per coprirli, nutrirli, accudirli fino al richiamo della madre superiora: è bene non affezionarsi troppo perché il futuro dei bambini è nelle mani del Tribunale dei Minori. Ma una dispensa della abbadessa generale affida i bambini alle suore, finché non saranno trovate famiglie adatte ad accoglierli. Così il tempo passa e i tre sono battezzati e chiamati, dato che sono stati trovati nel giorno dei SS. Pietro e Paolo, proprio Pietro, Paolo e Simone. Suor Bernarda li ama tutti smisuratamente, preferendo, però, Pietro e non nasconde loro che dovranno lasciare il convento, come poi avviene. Si decide di rispettare il legame di sangue dei tre, anche se finiscono in famiglie diverse. Pietro è adottato dal maresciallo dei Carabinieri Quinto Alessi e dalla moglie Angela. Soffre nel lasciare il convento e non taglierà mai i ponti con suor Bernarda. È riservato, riflessivo, un po’ difficile, ma solo per non soffrire. Affezionatosi ai suoi genitori adottivi, seguirà le orme del padre, diventando carabiniere. Ma c’è quel destino scritto nel suo nome, perché Pietro è un prescelto: è Tertius Decimus, il tredicesimo apostolo che secondo un’iscrizione segreta occultata per secoli nelle Grotte Vaticane e trascritta nelle pagine ingiallite del diario di un vecchio prete, avrebbe compiuto un viaggio nel tempo, attraverso un congegno strano, per salvare Gesù dalla croce... Pietro ha anche il compito di inviare messaggi precisi dal tempo di Gesù che possano velocemente superare lo scoglio dei millenni. Ci riuscirà?

In letteratura e nella fiction sono apparsi tanti “tredicesimi apostoli”, ma è difficile confondere con altri quello dell’emiliana Valentina Lippi Bruni una volta letta la sua storia. Con una scrittura che coinvolge e appassiona, la scrittrice ha la capacità di legare a doppio filo il lettore alla vicenda, di fargli apprezzare e amare il personaggio di Pietro fino a sentirne la mancanza dopo l’ultima pagina. E proprio per questo motivo e a grande richiesta, sta scrivendo il sequel del romanzo, sempre per Giunti. La scelta di intrecciare la storia di Pietro con il suo viaggio nel tempo fino all’epoca di Gesù non ha reso facile il percorso del libro, trattandosi di un delicato tema a sfondo religioso e addirittura con un finale che sovverte dogmi della religione cattolica come la crocifissione e la resurrezione di Gesù, ma l’accurata ricerca operata dalla scrittrice, per una fedele ricostruzione storica del periodo e dei luoghi in cui i Vangeli hanno collocato le vicende e una trama così ben congegnata hanno fatto sì che il romanzo raccogliesse numerosi consensi. In fondo è una croce anche la macchina del tempo con cui Pietro raggiunge Gesù e non ci sono assolutamente i ventilati “assalti” alla fede, ma semmai una grande voglia di abbracciarla maggiormente, quasi un tentativo di arrivare a un rapporto diretto con Dio. Già pubblicato in inglese, negli Stati Uniti sta già diventando una fiction alla cui sceneggiatura ha lavorato la stessa Lippi Bruni.



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