Tetano

Tetano
Pieve Lanterna, primi anni '80. Tre giovani amici – Giorgio, Achille Spada e Corsi, il narratore della storia – inseguono da mesi un sogno. La costruzione della Gran Troia, monumentale zattera che gli permetterà di attraversare il Candigliano, fiume rabbioso e gelido che taglia l'Appennino umbro-marchigiano, a ridosso della diga del Furlo, accessibile fino ad allora al solo Elettricità - novello Caronte della zona - e al suo velocissimo motoscafo. Hanno lavorato di fino con assi, chiodi e funi, ma al momento del varo anche la Gran Troia II, come la precedente, s'inabissa tra la spuma della corrente del fiume.  I tre non demordono. Tra le serate passate alla Rosa Canina, l'unico bar del paese, attorniati dai personaggi bizzarri e pittoreschi della valle come il vecchio fisarmonicista fuori di testa Sanremo o i lavoratori della vetreria Basili, fabbrica capace di dar lavoro all'intera comunità di Pieve, e le fughe tra i boschi schivando cacciatori e cani inferociti, il trio trascorre le frenetiche giornate in attesa di poter finalmente avere la meglio del fiume e dar vita alla loro avventurosa traversata. Finché un giorno non scoprono che qualcuno nel bosco sta spiando i loro lavori. Si tratta di Stefano Dandini, per tutti Tetano, loro coetaneo tristemente noto in paese per le sue continue e imbarazzanti 'smerdate' addosso, frutto del trauma di vivere in attesa del padre che solo lui ancora ignora essere morto anni prima. Come reagirà il gruppo davanti a quell'intrusione?...
Alessio Torino, urbinate trentacinquenne, dopo il già ottimo esordio di Undici decimi edito da Pequod, torna al lavoro con un'opera di formazione giovanile che richiama alla memoria le avventure narrate da Mark Twain. Solo che qui non c'è il Mississipi da attraversare ma il Candigliano, fiume sbarrato a metà dall'imponente blocco di cemento della diga del Furlo. E attorno ad esso tre amici che affrontano di petto l'avventura della loro giovinezza, tra rischi, prodezze, cameratismo e voglia di diventar grandi, attorniati da un paese/comunità che insieme li protegge e li respinge. Nel loro ristretto gruppo s'insedia ad un certo punto il diverso, il disadattato, l'orfano del paese a cui tutti, la madre per prima. raccontano frottole sul soggiorno del padre a Parigi e sul suo imminente ritorno, provocando in lui un trauma che sarà capace di superare mettendosi proprio lui, inaspettatamente a capo del trio, per guidarli finalmente alla costruzione della Gran Troia e traghettarli verso l'iniziazione dell'età adulta. Torino dosa le parole con cura e talento purissimo, creando uno stile frammentato ma impeccabile, deciso e poetico assieme, E la storia, intrecciando presente e passato dei protagonisti, scambiando vinti con vincitori, prende pian piano forma, come un mosaico via via svelato, in maniera sempre più nitida e intensa, consegnandoci alla fine una colorata e malinconica nostalgia per quel passato dell'innocenza perduta che, ahinoi, non tornerà più.

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