Ti credevo più romantico

Ti credevo più romantico
Genere: 
Editore: 
Articolo di: 

Gerry Bellotto, star televisiva morta spettacolarmente all’apice del successo e della fama, ha lasciato a un giornalista il suo memoriale: ventitré quaderni fitti fitti di notizie e dettagli sulla sua vita e su ogni sua esperienza, amorosa e professionale. Nato da una famiglia ricca e colta, Gerry ha imboccato fin da giovane la strada dell’umorismo facendosi una cultura con Jerry Lewis e i primi ruoli da attore in film di seconda serie. I suoi sono racconti senza censure né filtri su quanto ha potuto vedere in vent’anni di frequentazione continua di donne – ma più di mille, proclama in un’intervista che spiazza la giornalista con cui parla, gli hanno dato il 2 di picche – di carriera televisiva nel network privato che, con il passare delle stagioni e l’aumentare dell’ascolto, lo ha innalzato a un vero e proprio strapotere, fino alla decisione ultima di barricarsi nella Città della Televisione con due borse piene di esplosivo minacciando di farsi saltare in aria...

Leggere questo libro una domenica nella quale, all’interno del contenitore televisivo nazional-popolare Domenica In, Massimo Giletti ha convocato per discutere se “La tv italiana è lo specchio del paese” l’autore Enrico Vaime e tre attrici cinematografiche e televisive come Eleonora Giorgi, Caterina Balivo e Flavia Vento, fa una certa impressione. Con questo romanzo, che arriva dopo i racconti de La gang dei Senzamore, Iovane inventa un protagonista indimenticabile, intelligente e simpatico – meglio sarebbe dire empatico. Chissà se è vero che solo l’emergente figura di “scrittore testimone” alla Roberto Saviano, Walter Siti, Giuseppe Genna comunica qualcosa rispetto al moderno. Ciò che rende interessante Ti credevo più romantico è che Iovane, per ricordare che gli scrittori veri questa battaglia la combattono già da un po’ (per la cronaca: molti anni fa per andare in televisione un grande scrittore come Aldo Busi – uno tra coloro che da sempre crea e testimonia – ha indossato delle orecchie di coniglio come quelle in copertina), tra le altre cose cita Il pasto nudo di William Burroughs, disseppellisce i titoli dei film di Jerry Lewis, ricorda le lacrime di Billie Holiday. Cultura pop vera.

LEGGI L’INTERVISTA A ANTONIO IOVANE



0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER