Titanic - La vera storia

Titanic - La vera storia

Salpato dal porto di Southampton quattro giorni prima, il poderoso transatlantico della compagnia inglese White Star Line “Titanic” entra in collisione con un iceberg alle 23:40 del 14 aprile 1912. Alcune delle 2.207 anime imbarcate avvertono appena un fremito, altri una forte vibrazione, a seconda della posizione all'interno del lussuosissimo gigante dei mari. La notizia dell'incidente comincia a spargersi tra i passeggeri delle tre classi: c’è chi intuisce una situazione piuttosto seria e chi invece pensa a un danno superficiale, ma fra tutti regna comunque una relativa calma: il “Titanic” non può affondare e, nel peggiore degli scenari, la nave dovrà tornare nei cantieri della Harland & Wolff di Belfast, dov'è stata costruita. La quiete si interrompe quando, in pochi minuti, varie parti della nave vengono invase quasi interamente dalle gelide acque dell’oceano, causando una sempre più percettibile inclinazione dello scafo verso poppa. Il capitano Edward John Smith, alla sua ultima traversata oceanica e che ha ignorato gli allarmi iceberg giunti ai telegrafisti, dà l'ordine di organizzare l'imbarco di donne e bambini sulle insufficienti scialuppe, conscio del fatto che almeno 1.500 persone finiranno in mare. Per i presenti a bordo, esponenti dell’alta borghesia e dell'industria anglo-americana o famiglie in fuga dalla miseria del vecchio continente, inizia così un corsa contro il tempo per cercare di garantire la sopravvivenza almeno ai propri cari. Storie diverse accomunate da un unico epilogo: una nave ritenuta inaffondabile destinata a inabissarsi in meno di tre ore...

Alla base delle trasposizioni cinematografiche della tragedia del Titanic, tra le quali la più celebre è di certo l’omonimo lungometraggio di James Cameron, figura anche questo piccolo grande libro scritto da Walter Lord (1917-2002) nel 1955. Proprio come nel film del 1997, i fatti che precedettero l'affondamento della nave sono narrati attraverso le testimonianze degli stessi sopravvissuti, raccolte da Lord in maniera meticolosa. A rendere ancora oggi Titanic - La vera storia un testo affascinante c'è principalmente il fatto che risale a un periodo in cui il naufragio del transatlantico inglese era ancora considerato un fatto di cronaca relativamente recente: ci sarebbe voluto ancora del tempo prima che ascendesse definitivamente allo stato di mito. A più di cento anni da quella notte del 1912 e a trenta dal ritrovamento del relitto, il “caso Titanic” è ormai stato sviscerato dagli studi storici e scientifici ma è anche stato in qualche modo privato, nel bene e nel male, della sua essenza, composta dalle storie dei suoi passeggeri e dal suo equipaggio, sintesi della società degli inizi del '900. Infatti, Titanic - La vera storia è soprattutto la fotografia di un'epoca ancora lontana dalla comunicazione di massa, in cui il varo di un transatlantico considerato inaffondabile era vissuto come un fatto epocale capace di catturare l'attenzione di ogni ceto; un'epoca in cui la cavalleria e il coraggio erano dovere di tutti, ma anche durante la quale la differenza dello status sociale era netta e il povero si trovava nell'obbligo morale di lasciare il posto sulla scialuppa al ricco, al costo della vita. Un mondo affondato assieme al “Titanic”, il cui ricordo giace a 3.800 metri di profondità, a corrodersi sotto la ruggine, fino a quando non ne resterà più traccia.



 

 

 

 
 
 
 

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