Toccata e fuga

Toccata e fuga
Tessa Leoni è stata in polizia per molti anni. Poi, da quando suo marito è stato ucciso a colpi di pistola, ha smesso di fare quel mestiere senza orari e ne ha scelto uno che le permettesse di stare di più con la figlioletta di otto anni: ora lavora per una ditta di investigazioni private. Quel mattino l’hanno chiamata a visitare la scena del crimine del caso Denbe: marito, moglie e figlia sono scomparsi senza lasciare tracce, se non quelle delle revolverate che hanno preceduto il sequestro. Perché di questo si tratta, la polizia - che è già lì quando Tessa arriva - ne è convinta. Opera di qualcuno che conosceva bene la famiglia: eppure non c’è stata ancora nessuna richiesta di riscatto. Anche Tessa comincia a farsi una prima idea di quell’insolito rapimento di gruppo, mentre la polizia di Boston si dedica al rituale ostruzionismo riservato ai non addetti ai lavori e ancor più agli apostati. La bionda sergente le rinfaccia addirittura l’accusa di omicidio a sangue freddo di qualche anno prima; dalla quale Tessa è stata scagionata, ma pare che non siano in molti a volervi credere. Bisogna trovare il modo di entrare in sintonia con i suoi ex colleghi, o quella faccenda sarà ancor più complicata da risolvere…
Lisa Gardner, già autrice di molti noir, alcuni dei quali pubblicati in Italia da Marcos y Marcos, mette in piedi un lungo romanzo in cui il sequestro di un’intera famiglia - e la conseguente convivenza ravvicinata e forzata - è la sgradevole occasione per mettere in chiaro i rapporti reciproci, basati su piccoli e grandi segreti, come il fatto che il ricco marito tradisca la moglie con una ragazza che ha poco più dell’età di sua figlia. Storia di ricchissimi imprenditori edili, dove il padre-padrone ama i suoi cari e certo non gli fa mancare niente, sentendosi per contro in diritto di fare un po’ quello che vuole, dalla scappatella non occasionale all’acquisto di una casa milionaria che impone alla consorte senza consultarla. Una storia dalle descrizioni abbondanti e dai dialoghi serrati, in cui la tensione fra i personaggi si abbina a quella dei fatti narrati, a partire dalla convinzione della moglie tradita: “Il dolore ha un sapore. Tutto sta a capire qual è il tuo”.

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