Totò ‒ Vita opere e miracoli

Totò ‒ Vita opere e miracoli

Il 15 aprile del 1967 Antonio de Curtis, marchese principe imperatore ma sopra ogni cosa Totò, moriva nella sua casa di via Monti Parioli a Roma. Aveva sessantanove anni e vicino a sé la compagna Franca Faldini e l’adorata figlia Liliana. Non è usuale che una biografia inizi dalla morte del personaggio, ma tant’è, da qui si parte per raccontare uno degli artisti e degli uomini italiani più noti e comunque più avvolti nel mistero. Nato a Napoli figlio di madre nubile nel 1898, riuscì poi ‒ non si sa ancora con certezza in che modo ‒ a farsi riconoscere da adulto dal padre naturale, il marchese de Curtis, nobile spiantato, dal cui titolo partì la sua ricerca (portata avanti anche a suon di cause legali) delle radici nobili. Una nobiltà che per molti anni non gli impedì di patire la fame, però. Fu uno dei pochi, se non l’unico, che abbia avuto un triplo funerale, il primo a Roma e poi due a Napoli. Uno alla chiesa del Carmine, con centinaia di migliaia di napoletani a rendergli omaggio, un secondo “clandestino”, a bara vuota (lui era già nella tomba di famiglia dei de Curtis), voluto da Naso ‘e cane, un boss del Rione Sanità ‒ che peraltro si premurò di promettere e garantire imperitura “protezione” alla figlia Liliana ‒ voluto per riparare al torto di non aver riconosciuto il genio, perché è da quel rione, famoso nel bene e nel male, che Antonio Clemente è partito per diventare il principe Antonio de Curtis, per il mondo Totò…

Giancarlo Governi, giornalista e autore televisivo “specializzato” nel raccontare gli artisti italiani, con il consueto stile rispettoso ma implacabile ha scandagliato a fondo la vita di uno dei più controversi personaggi dello spettacolo, raccontando misteri su misteri, bugie e versioni rivedute e corrette, che hanno caratterizzato la vita di quel “burattino umano”. Su di lui si è detto e scritto di tutto e Governi in questa biografia ha raccolto in modo organico e organizzato il raccoglibile. Dall’infanzia al momento in cui l’Italia cantava “Se potessi avere 1000 lire al mese” e lui li prendeva in una serata, a come sono nati i famosi e caratteristici movimenti da marionetta, al perché del suo volto asimmetrico. Un racconto lungo una vita: una vita fatta di teatro, cinema canzoni e poesie (la cui grandezza verrà riconosciuta in effetti solo dopo la morte, cosa peraltro prevista dallo stesso Principe). Testimonianze del tutto attendibili che raccontano un uomo pieno di contrasti, donnaiolo impenitente che è poi arrivato a distruggere l’amore della sua vita per la troppa gelosia, un uomo che ha “pagato” alla sua coscienza un prezzo altissimo per il suicidio di una donna non amata abbastanza (la famosa sciantosa Liliana Castagnola). Un anarchico (nel senso letterale del termine) talmente rigoroso con se stesso da pretendere sempre di più e non essere mai soddisfatto di quello che faceva. Un ritratto tormentato, come tormentato è stato l’uomo che viene raccontato in un libro affascinante.



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