Tra di noi

Tra di noi
Uno strano tipo al bar - un tipo spettrale - racconta la sua infelice storia d'amore con una professoressa che lui riteneva una strega e che era fuggita con un giovanotto durante un viaggio al santuario di Medjugorje; un gruppo di misteriosi individui vestiti con pantaloni neri attillati e maglioni neri a collo alto - forse una congrega di vampiri? - infesta i dintorni di viale Argonne a Milano, attraversando la storia italiana dal boom agli anni di piombo; un'archeologa fa un patto col Diavolo e acquisisce la capacità di viaggiare nel passato; un gruppo di giovani giornaliste svolge un'inchiesta sul campo sulla magia frequentando gli studi di numerosi sedicenti stregoni, ma una catena di sorprese è in agguato; una discussione tra insegnanti davanti alla macchinetta del caffè sul film "Il bacio della pantera" fa nascere un'amore tra colleghi, ma l'insegnante di Educazione fisica nasconde un terribile segreto; un uomo di mezza età che frequenta una piccola palestra durante la pausa-pranzo scopre che la tenutaria è capace di levitare; l'interminabile ricerca di un pezzo di ricambio di una stampante porta un uomo a una bottega che forse è una porta dell'Inferno; un tipo inizia a essere perseguitato dagli incontri con persone che non vedeva da tantissimi anni, e che ora sembrano spuntare come funghi ovunque vada...
I racconti di questa antologia, a eccezione di due, erano già stati pubblicati nel 1992 da Baldini Castoldi Dalai, ma inseguire qualche copia residua sugli scaffali dei remainder's di quel volume del secolo scorso è impresa da entomologi entusiasti più che da bibliofili, e quindi onore al merito per la casa editrice di Andrea Carlo Cappi che ha deciso di ristampare questa nuova versione degli incubi metropolitani di Carlo Oliva, ex insegnante, giornalista ed esperto di letteratura gialla tra i più lucidi del nostro paese. Sono frammenti buzzatiani, visioni di una spiazzante convergenza tra soprannaturale e quotidiano, ma con una venatura di incredulità, come se i personaggi stessi dei racconti fossero i primi a non esser tanto convinti della veridicità dei bizzarri fatti che capitano loro, come se Oliva volesse sempre lasciare socchiusa una uscita d'emergenza verso la realtà materialistica, empirica, senza sorprese. Ma attraverso quella fessura fanno capolino vampiri, fantasmi, streghe e stregoni, diavoli, uomini-felino, in una Milano che è essa stessa la vera protagonista dei singoli plot, una città plumbea ma popolare, sterminata ma chiusa, popolata di segreti che Oliva ci aiuta non dico a scoprire - sarebbe impossibile e, poffarbacco, criminale - ma perlomeno a intuire.

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