Trame spezzate

Trame spezzate
Da qualche anno a questa parte sembra che l’ambito di ricerca prediletto dal Dams dell’Università di Bologna sia indagare le forme della serialità cinematografica e televisiva. Ne è un esempio il volume uscito nel 2008 in cui Guglielmo Pescatore e Veronica Innocenti hanno analizzato la nuova giovinezza che stanno vivendo le serie televisive statunitensi all’indomani del successo di “Lost” e di “Dr. House”, tanto per citarne due tra le più celebri. Trame spezzate – Archeologia del film seriale è in linea con questa direttiva di ricerca, ma è lungi dallo sfruttare l’attuale ritorno della serialità e del cliffhanger più selvaggio sul trono della televisione. Monica Dall’Asta, docente all’Università di Bologna, torna alle origini del film seriale, a quando Fantomas, Nick Carter, Za la Mort o Sherlock Holmes riempivano le sale di mezzo mondo, a quando il cinema muto italiano, francese e statunitense fondava la sua fortuna sulla creazione di un personaggio dalla vita cinematografica (quasi) infinita, sul quale, con meccanismi di marketing cuciti sull’abilità di sceneggiatori e registi, una casa di produzione puntava per garantirsi profitti anche per un intero decennio...
Il libro della Dall’Asta, frutto di oltre quindici anni di lavoro, cominciato nel 1992 come tesi di dottorato, rivela immediatamente il suo carattere: Trame spezzate è un volume più adatto al ricercatore e allo studente che al semplice appassionato. La precisione e soprattutto la completezza dei dati riportati dall’autrice inibiscono sin dalla primissima occhiata un approccio leggero alla materia. Il volume si pone il preciso obiettivo di indagare il perchè studiando il come. Perchè i film seriali dell’epoca del muto hanno riscosso tanto successo e soprattutto perchè dopo l’avvento del sonoro le uniche “saghe” sopravvissute erano di produzione americana? E ancora: sono i produttori ad adattarsi alle richieste degli spettatori inaugurando la prima rudimentale forma di interattività del pubblico o è quest’ultimo a farsi guidare inconsapevolmente da abili operazioni di (primitivo) marketing cinematografico? Per rispondere a questi quesiti e consentire una traslazione teorica dall’archeologia del film seriale allo studio della contemporaneità televisiva, Monica Dall’Asta studia come personaggi quali Maciste e Nick Carter venivano costruiti, come i film che li vedevano protagonisti venivano promossi e come il pubblico reagiva davanti a sperimentazioni seriali di volta in volta differenti. Mai come nei serial il cinema si intreccia con elementi di marketing, di psicologia e, perchè no, di sociologia; la situazione politica di un paese, gli sviluppi tecnologici e le tendenze non possono essere trascurate in un volume come quello in oggetto. Difficile criticare il lavoro della Dall’Asta, puntuale quanto completo e trasversale (è analizzata la serialità cinematografica di Europa e Usa partendo dai cataloghi dei Fratelli Lumiere per arrivare alla Grande depressione americana, momento che è coinciso con la diffusione del sonoro), ma è ancora una volta fondamentale sottolineare che trattandosi di un preziosissimo strumento di studio è sconsigliata la mera lettura informativa e di “intrattenimento”.

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER