Trasmigrazioni

Trasmigrazioni

Loredana osserva stupita i propri lividi riflessi nello specchio del bagno. La mente rincorre i ricordi dell’infanzia, l’immagine malinconica della madre devota al marito, incline a soffocare i propri sentimenti, l’immagine del padre indifferente alla famiglia e alla moglie in particolare, fagocitato dal lavoro nell’acciaieria di Terni e dalla lotta politica. Un moto di ribellione porta Loredana a infrangere le ambizioni paterne e scegliere l’arte invece di diventare ragioniera. Finché nella sua vita non compare Valerio, un colpo di fulmine, una gravidanza improvvisa ed è la fine della libertà. Rinchiusa nella casa del marito, dipendente economicamente e psicologicamente, con la mente e la volontà che lentamente si sgretolano, trasformandola. Sarà uno schiaffo a spingerla alla fuga… Melika arriva da Durazzo, ha avuto un’infanzia ovattata, lontana dal mondo esterno che ha conosciuto solo attraverso la televisione. Quando conosce Arian, generoso di lusinghe e complimenti, sebbene molto più grande di lei d’età, il suo mondo sembra espandersi. Accetta un matrimonio lampo pur di trasferirsi in Italia, ignara dell’incubo che la attende… Gaia cerca di uscire dal limbo in cui la relazione con Flavio l’ha gettata. La pressione psicologica a cui l’ha sottoposta costringendola a nascondere la propria femminilità e sottoponendola a una distorta sessualità, le rende difficile acquisire autostima e ricostruire la sua immagine di donna…

Nella Prefazione al testo, curata da Meri Marziali, Presidente della Commissione per le Pari Opportunità della Regione Marche, vengono presi in esame i dati statistici della Regione per evidenziare parte di un problema ormai pressante e che trova sempre più spazio nella cronaca, con il suo tragico strascico di morti. Si abbassa l’età delle donne maltrattate, si infrange la barriera del ceto sociale e culturale. Viene sottolineato quanto siano necessarie le risorse da destinare ai Centri Territoriali Antiviolenza e le testimonianze presentate dalle donne protagoniste di questi racconti ne danno la misura. Senza risorse adeguate e leggi a supporto è difficile aiutare sotto molteplici aspetti le vittime che si rivolgono ai CAV: legale, psicologico, logistico, economico. La curatrice del testo, Pina Ferrario Fazio, analizza il sensazionalismo linguistico che riempie i giornali per mettere in mostra un fenomeno emergente che in verità ha radici culturali molto antiche. Le Conferenze mondiali che negli ultimi anni hanno cercato di trovare soluzione al problema, in particolare a Pechino nel 1995, hanno affrontato tutti gli aspetti della questione, da quello culturale e sociale a quello economico, di parità di genere e di partecipazione attiva alla vita della comunità. Un elenco delle tappe istituzionali in merito alla violenza di genere viene presentato alla fine del testo, spicca il Progetto Daphne tuttora attivo e il Progetto Arianna con il Numero Unico antiviolenza istituito a partire dal 2005. Utile la lista dei CAV regionali proposta in ordine alfabetico.



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