Traveller

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1866. Il campus di Lexington, in Virginia, ha un aspetto dimesso: prati incolti, cancelli e recinti con la vernice scrostata. Specchio perfetto di uno Stato e di un popolo usciti confitti dal terribile confitto fratricida concluso appena un anno prima. Anche tra gli studenti si respira aria di dignitosa povertà: alcuni sono soldati congedati dopo la fine della Guerra civile e indossano ancora per mancanza di denaro vecchie e rattoppate uniformi grigie da sudisti. Nelle stalle sul retro, un gatto a caccia di topi si aggira sulla paglia vicino a un cavallo addormentato. Il cavallo sta sognando una battaglia: gli uomini blu, i cannoni, la terra che trema, le urla, l’odore, la mano del Padron Robert che lo guida e lo calma. Il gatto saltando lo sveglia. I due animali sono amici, iniziano a chiacchierare. Traveller (il cavallo) ha visto il mondo, ha fatto la guerra e ama raccontare le sue storie. Tom (il gatto) si accoccola sulla paglia e lo ascolta leccandosi una zampa. E Traveller ricorda la vita da cucciolo nei prati, l’addestramento, la fiera durante la quale è stato venduto, lo scoppio della Guerra, la partenza per un’avventura che nemmeno poteva immaginare…

Per tre anni al comando del Confederate Army of Northern Virginia, il carismatico generale Robert E. Lee, dopo la resa del 9 aprile, il 18 settembre del 1865 si trasferì a Lexington per occupare la poltrona di direttore del Washington College. Rimase in carica fino alla morte, nell’ottobre del 1870. Accanto a lui - in una malinconica atmosfera da crepuscolo - tanti reduci e commilitoni: tra questi, in un certo senso, anche Traveller, il famoso cavallo del generale, che sopravvisse a Lee solo qualche mese e morì nel giugno 1871. Del fiero animale Lee scrisse una volta che amava “(…) immaginare i suoi pensieri durante le lunghe marce notturne e i giorni di battaglia”. Richard Adams, cantore degli animali e della loro sensibilità, dona alla storia della Guerra Civile americana un appeal da favola di Esopo che ne sbiadisce decisamente troppo l’epica. Da scuola elementare sudista.



 

 

 
 
 
 

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