Tre metri sotto terra

Tre metri sotto terra

La morte aleggia tra noi, inflitta o subita, da sempre e per sempre. Lo dimostrano le inquietanti e spesso orrorifiche vicende di personaggi quali Nicolas Claux, conosciuto ai più come Il Vampiro di Parigi, cannibale omicida senza pietà dietro cui si cela la schizofrenia all’eccesso; Michel Fourniret, ossessionato dalla verginità a ogni costo, che trucidò – dopo aver abusato di loro – sette giovanissime fanciulle a cavallo tra Francia e Belgio (la moglie non ne era propriamente all’oscuro); Armin Meiwes alias Il cannibale di Rotenburg, che pensò bene di cannibalizzare la sua vittima dopo averla privata della vita, complice un incontro su internet trasformatosi in incubo reale; Fritz Haarmann, conosciuto anche come il Macellaio di Hannover, che era un pedofilo di rara fortuna dato che agì indisturbato per lungo tempo prima di essere decapitato, senza però farsi sfuggire la chance di inviare una lettera al giudice che cita: “Lei non mi ucciderà; Io ritornerò - sì, io le sarò vicino per l'eternità. Adesso anche lei è come me, ha ucciso un innocente, Hans Grans! Le è piaciuto? Come sta adesso la sua coscienza?”...

Storie vere, di serial killer feroci le cui radici affondano in tempi tendenzialmente lontani eppure tristemente recenti. Dieci autori conosciuti, di professione non sempre e solo scrittori, sono stati invitati a mettere in moto la creatività e a romanzare – mixando fatti di cronaca all’immaginazione – le vicende di alcuni dei mostri più temibili della storia, personaggi messi a morte o condannati a pene severe ed ergastoli che continuano a tormentare il mondo dei vivi anche quando fa comodo pensarli tre metri sotto terra. Non solo racconti dell’orrore, però, ma anche indagine approfondita sul tema del decesso, della dipartita definitiva (o forse no) da questa sfera terrena e tangibile, destino ineluttabile temuto da ognuno di noi anche quando si ha dalla propria una fede incrollabile. In fondo, come sostengono i curatori Massimo Picozzi e Mauro Zola, è inutile far finta che la morte non sia parte integrante della vita, è una condizione inevitabile e valida per tutti, tanto vale affrontarla con la giusta dose di ironia, anche se – spesso – gli uomini che si nascondono dietro le ispirazioni delle dieci penne coinvolte hanno davvero poco di comico. Il libro, uscito poco prima di Halloween, vanta firme rigorosamente italiane quali Paolo Roversi, una insospettabile Maria Rita Parsi, Lo Zoo di 105 e Laura Pariani. A metà tra la cronaca nera a cui siamo ormai, purtroppo, assuefatti e le figure più affascinanti del panorama horror: streghe, orchi, assassini, zombie… Il limite tra fantasia e realtà si fa sottile, e la paura bussa alle porte del lettore.



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